WISLAWA SZYMBORSKA – 2

di | 7 de Febbraio de 2012

Nei giorni scorsi ci ha lasciati Wislawa Szymborska, poetessa polacca vincitrice di un Nobel per la letteratura. Ecco due sue poesie.

“Le tre parole più strane”

quando pronuncio la parola f u t u r o

la prima sillaba già va nel passato.

quando pronuncio la parola s i l e n z i o

lo annullo.

quando pronuncio la parola n i e n t e

creo qualcosa che non entra in alcun nulla.

“Las tres palabras más extrañas”

Cuando pronuncio la palabra Futuro,
la primera sílaba pertenece ya al pasado.
Cuando pronuncio la palabra Silencio,
lo destruyo.
Cuando pronuncio la palabra Nada,
creo algo que no cabe en ninguna no-existencia.

Versión de Abel A. Murcia

***

Ringraziamento

Devo molto
a quelli che non amo.

Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
né riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come una meridiana,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che trovi su ogni atlante.

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

«Non devo loro nulla» –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.

Wislawa Szymborska