JACK IL CIECO

di | 6 de Dicembre de 2011

Avevo strimpellato tutto il giorno alla fiera.
Ma Butch Weldy e Jack McGuire nel ritorno,
ubriachi fradici, vollero che ancora suonassi
Susie Skinner, frustando i cavalli,
finchè questi ci presero la mano.
Cieco come ero cercai di saltare
mentre la carrozza cadeva nel fosso,
e fui schiacciato fra le ruote e ucciso.
C’è qui un cieco dalla fronte
grande e bianca come una nuvola.
E tutti noi suonatori, dal più grande al più umile,
scrittori di musica e narratori di storie,
sediamo ai suoi piedi,
e lo ascoltiamo cantare della caduta di Troia.

EDGAR LEE MASTERS
Antologia di Spoon River

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L’ “Antologia di Spoon River” è una raccolta di epitaffi, ossia di iscrizioni tombali: la prima poesia intitolata “Sulla Collina” ci porta in un vero e proprio cimitero, situato appunto sulla cima di una collina in un piccolo villaggio americano vicino al fiume Spoon: e in questo cimitero i morti parlano! In ognuna delle poesie i morti parlano di sè e ci raccontano attraverso i propri ricordi la loro vita, i loro rimpianti, e le loro sofferenze; dipingono la vita quotidiana di un piccolo paese puritano con tutti i suoi personaggi.

Nella raccolta troviamo tutti : il ricco, il povero, il bambino morto per aver contratto il tetano mentre giocava, il bambino morto ancora prima di nascere, la moglie tradita, il marito adultero, la poetessa sgraziata come Saffo, il soldato, il filosofo, la prostituta… insomma il paese intero, dove tutti i personaggi ci svelano i legami d’amore e di odio che avevano nella vita. Edgar Lee Masters riesce con una sola breve poesia a riassumere una vita intera; descrivendo i sentimenti e le passioni intime dei singoli individui dà ai personaggi poetici una straordinaria verità psicologica.

Masters dà la voce ai morti perchè scopre la dimensione della memoria. L’intento del poeta è quello di mettere in evidenza il rapporto che c’è fra il protagonista della storia e il tempo che passando l’ha cambiato: cioè non è importante ricordarsi di come si era tanto tempo fa, ma rendersi conto di essere cambiati. Probabilmente solo dopo la morte i protagonisti si rendono conto di come hanno trascorso la loro vita.

TRATTO DA :LETTERATURA AMERICANA