IO ENTRO IN ME

di | 6 de Dicembre de 2011

Un poema di Paramahansa Yogananda

” Io entro in me”
Ero un prigioniero, che si trascinava dietro un pesante fardello d’ossa e di carne, ma col potere della distensione ho spezzato le catene di un corpo avvinto ai muscoli. Sono libero.
Ora cercherò di penetrare in me stesso.
Scenari incantevoli, fermate la vostra danza davanti ai miei occhi! Non distogliete la mia attenzione!
Altrettanti melodie, non tenete la mia mente asservita ai tripudi dei canti terreni.
Ossessionanti sirene delle dolci sensazioni, non paralizzate le mie sacre intuizioni con il vostro tocco seducente! Lasciate che la mia meditazione si affretti verso il dolce riparo dell’eterno amore divino.
Inebriante profumo di lillà, di gelsomini e di rose, non ostacolate il cammino della mia mente diretta verso casa!
Queste incantevoli istigatrici dei sensi sono ora scomparse. I legami della carne sono spezzati. La morsa dei sensi s’è allentata.
Emetto il fiato e fermo la tempesta del respiro; le increspature del pensiero si dileguano.
Sono sull’altare del mio cuore che pulsa. Osservo il rombante, fragoroso torrente dell’energia vitale attraversare il cuore e riversarsi nel mio corpo.
Mi rivolgo all’indietro, verso la spina dorsale. Il battito e il rombo del cuore sono cessati. Come un sacro fiume segreto, la mia energia vitale si riversa nell’alveo stretto della spina dorsale.
Passando per l’occhio spirituale entro in un corridoio rischiarato debolmente e procedo veloce, finché finalmente il fiume della mia vita si riversa nell’oceano della Vita e si perde in beatitudine.

Paramahansa Yogananda

è stato un yogi e guru indù .

Paramhansa Yogananda, परमहंस योगानन्‍द,

nato Mukunda Lal Ghosh (Gorakhpur, 5 gennaio 1893 – Los Angeles, 7 marzo 1952), è stato un filosofo e mistico indiano.

Visse la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti d’America e divenne famoso per aver integrato le due grandi tradizioni religiose-spirituali del mondo, quella orientale e quella occidentale.

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Paramhansa Yogananda entrò nel mahasamadhi (la cosciente uscita finale di uno yogi dal corpo) a Los Angeles, California, il 7 marzo 1952, al termine del discorso che pronunciò durante un banchetto organizzato in onore dell’Ambasciatore dell’India Binay R. Sen.

Il grande Maestro dimostrò a tutto il mondo il valore dello yoga (tecniche scientifiche per realizzare Dio) non solo nella vita, ma anche nella morte. Alcune settimane dopo la scomparsa di Paramhansa Yogananda, sul suo volto immutato risplendeva la luce divina dell’incorruttibilità.(La scienza della religione) Astrolabio ed.

Harry T. Rowe, direttore del Cimitero di Forest Lawn Memorial Park (dove attualmente è sepolto il corpo del grande Maestro), inviò alla Self Realization Fellowship una lettera ufficiale della quale sono pubblicati alcuni brani:

“L’assenza di qualsiasi segno visibile di decomposizione sul corpo di Paramhansa Yogananda costituisce per noi un caso eccezionale… A distanza di venti giorni dalla morte le sue spoglie non presentavano manifestazioni evidenti di decomposizione… Non apparivano segni visibili di deterioramento e di disidratazione dell’epidermide e dei tessuti del corpo. Questo perfetto stato di conservazione è, da quanto risulta negli annali mortuari, un caso senza precedenti… Quando il corpo di Yogananda fu portato qui, il personale del cimitero si aspettava di constatare, attraverso il coperchio di vetro della bara, l’avanzamento progressivo della decomposizione. La nostra meraviglia aumentava di giorno in giorno, perché, con il passare del tempo, non si verificava nessun cambiamento nella salma tenuta in osservazione. Il corpo di Yogananda si manteneva in un apparente stato di immutabilità straordinaria… Il suo corpo non ha mai emanato l’odore della decomposizione… Il 27 marzo, quando il coperchio di bronzo fu abbass