NATALIA GINZBURG

di | 22 de Novembre de 2011

“Ci chiediamo continuamente come passeremo il tempo nella nostra vecchiaia. Ci chiediamo se persisteremo a fare quello che abbiamo fatto da giovani: se per esempio seguiteremo a scrivere dei libri. Ci chiediamo che specie di libri riusciremo a scrivere, nella nostra cieca scorribanda di topi, o più tardi quando saremo caduti nell’immobilità della pietra. In giovinezza ci era stato parlato della saggezza e della serenità dei vecchi. Noi però sentiamo che non riusciremo a essere nè saggi, nè sereni: e d’altronde non abbiamo mai amato la serenità e la saggezza, e abbiamo invece sempre amato la sete e la febbre, le inquiete ricerche e gli errori.”

Natalia Ginzburg, scrittrice (1916-1991)