APOCALYPSIS:UNO SQUILLO DAL CIELO

di | 11 de Novembre de 2011

UNO SQUILLO DAL CIELO
Di Peter Manero

Perché il Signore stesso,
con un ordine,
con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio,
scenderà dal cielo
prima risusciteranno i morti in Cristo,
poi noi viventi,
che saremo rimasti,
verremo rapiti con loro,
sulle nuvole,
a incontrare il Signore nell’aria

I epistola di Paolo da Tarso ai Tessalonicesi 4: 16-17

Le mani del pianista volteggiavano su per i tasti come delicate libellule che si posano sulle corolle dei fiori. Era un passione che esercitava ogni qualvolta, il reverendo Ruben Ferri, preparava un sermone. La chioma scarmigliata e madida di sudore, l’enfasi che suscitava l’affanno e l’affanno il tremore dell’emozione. urlò il reverendo
L’affanno gli spezzò la voce. Poggiò entrambe le mani sulla tastiera, come volersi sollevare mentre dal piano fuorì uscì una musica da film horror. Cominciò a misurare, a grandi passi, il palco sul quale vi era piantato il pulpito.
Si era inginocchiato, con il capo chino, pronunciando vocaboli a bassa voce incomprensibili. In quel frangente, squillò il cellulare.
Dall’altro capo del telefono, Benny Ferri rispose:
Silenzio. Ruben, prese:
Un attimo di pausa.
Chiusa la comunicazione.

esclamò Rebecca, la figlia primogenita. Imbracciava la chitarra, facendo scintillare la sua dentatura perfetta. Aggiunse:
Ruben accarezzandole la chioma, concluse:
Poi sollevò Crystal, la quale esigeva tutte le sue attenzioni ogni volta che rincasava. Dette un ultimo sguardo a sua moglie prima di baciarla su quella splendida bocca.
La prima sveglia era alle ore 6:30, e già nasceva la fibrillazione per una nuova giornata densa. mormorò sua moglie a Ruben.
Lei sospirò profondamente: Lui la prese per i fianchi e l’avvicinò a sé, respirandole l’alito fresco. La baciò profondamente e intensamente, affondò le mani nella sua folta chioma corvina.