UNO SQUILLO DAL CIELO
Di Peter Manero
Perché il Signore stesso,
con un ordine,
con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio,
scenderà dal cielo
prima risusciteranno i morti in Cristo,
poi noi viventi,
che saremo rimasti,
verremo rapiti con loro,
sulle nuvole,
a incontrare il Signore nell’aria
I epistola di Paolo da Tarso ai Tessalonicesi 4: 16-17
Le mani del pianista volteggiavano su per i tasti come delicate libellule che si posano sulle corolle dei fiori. Era un passione che esercitava ogni qualvolta, il reverendo Ruben Ferri, preparava un sermone. La chioma scarmigliata e madida di sudore, l’enfasi che suscitava l’affanno e l’affanno il tremore dell’emozione.
L’affanno gli spezzò la voce. Poggiò entrambe le mani sulla tastiera, come volersi sollevare mentre dal piano fuorì uscì una musica da film horror. Cominciò a misurare, a grandi passi, il palco sul quale vi era piantato il pulpito.
Un attimo di pausa.
Chiusa la comunicazione.
Ruben accarezzandole la chioma, concluse:
Poi sollevò Crystal, la quale esigeva tutte le sue attenzioni ogni volta che rincasava. Dette un ultimo sguardo a sua moglie prima di baciarla su quella splendida bocca.
La prima sveglia era alle ore 6:30, e già nasceva la fibrillazione per una nuova giornata densa.
Lei sospirò profondamente: