IPAZIA UNA MARTIRE

di | 1 de Novembre de 2011

Ho giá parlato della vita di Ipazia,
una martire del pensiero scientifico, della libertà intellettuale e della persecuzione di tante donne libere pensatrici da parte di una Chiesa oscurantista.

il ritratto che ci è stato tramandato è quello di una donna di intelligenza e bellezza straordinarie,
nata nel 370 e morta nel 415 -astronoma, matematica, musicologa, medico, filosofa.
Fu l’inventrice dell’astrolabio, del planisfero e dell’idroscopio, oltre che la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica.

E se non possediamo le opere di questo genio dell’antichità ,forse é perché hanno fatto la medesima fine
della loro grande autrice. Con questo delitto la cultura occidentale ha voluto per molto tempo escludere la donne dalla sfera del sapere.

Questo assassinio è considerato dal grande storico Edward Gibbon, detto il Voltaire inglese, “una macchia indelebile” nella storia del cristianesimo.

Su Internet ho trovato raccontati in differenti e barbari modi , la sua uccisione

*Secondo alcuni venne aggredita per strada, fu scarnificata con conchiglie affilate, accecata, smembrata e bruciata.

*Altre biografie sta scritto che vennero sparse ad arte calunnie nei confronti della scienziata, tanto che nel marzo del 415 d.C. e correva la quaresima: un gruppo di cristiani «dall’animo surriscaldato, si misero d’accordo e si appostarono per sorprendere la donna mentre faceva ritorno a casa la tirarono giù dal carro su cui sedeva, la trascinarono davanti alla chiesa che prendeva il nome da Cesario e e strappatale la veste, la uccisero colpendola con dei cocci, dopo che l’ebbero fatta a pezzi membro a membro, trasportati i brandelli del suo corpo nel cosiddetto Cinerone, cancellarono ogni traccia bruciandoli.

*Altri ancora dicono che Ipazia venne uccisa in un modo atroce da un gruppo di monaci parabolani ed eremiti della Tebaide guidati da Pietro detto l’Eremita. Questi monaci su istigazione di Cirillo trascinarono questa donna dinnanzi ad una chiesa; quindi Pietro la colpì con una mazza ferrata, e poscia, gli altri monaci la massacrarono a pugnalate e quindi bruciarono il suo corpo,gettandone i resti in un letamaio.

*Il filosofo pagano Damascio ( lo dice nella “Vita di Isidoro”),
scrisse “un’uccisione che fu tra tutte la più empia».rievocando la brutalità dell’omicidio: «una massa enorme di uomini brutali, veramente malvagi uccise la filosofa e mentre ancora respirava appena, le cavarono gli occhi ..
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All’inizio del III millennio l’UNESCO, dietro richiesta di 190 stati membri, ha creato un progetto internazionale che intende favorire piani scientifici al femminile nati dall’unione delle donne di tutte le nazionalità, perché attualmente nell’ambito della scienza solo il 5% delle donne ricopre cariche di responsabilità.

L’UNESCO ha chiamato questo progetto IPAZIA.

* La storia ci tramanda cosí una delle più antiche parabole su un conflitto secolare ma ancora attuale: fede e ragione, uomo e donna.

L’importanza di questo personaggio fu sottovalutata: per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, Galileo,
quando in realtà possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di Galileo: Ipazia.

Fu cosí grande il prestigio che Ipazia conquistò ad Alessandria in ambito culturale, e la sua fama era così grande che finì con l’assumere un vero e proprio prestigio politico e la cosa non venne gradita di sicuro dalla Chiesa e dal vescovo in carica, il durissimo Cirillo il quale vedendo la gran quantità di persone che frequentava la casa di Ipazia, «si rose a tal punto nell’anima che tramò la sua uccisione, in modo che avvenisse il più presto possibile, un’uccisione che fu tra tutte la più empia».

Questo procurò non poco biasimo a Cirillo e alla chiesa di Alessandria.
Stragi, lotte e azioni simili a queste sono del tutto estranee a color