SYLVIA PLATH – 1

di | 7 de Novembre de 2010

Nata a Boston, nel 1932, Sylvia Plath rivelò ben presto la sua predisposizione alla poesia,

incomincia a scrivere versi da bambina,
impara rime, si esercita in metri sillabici, villanelle o terzine,

la sua è una poesia fin dall’inizio estremamente cunning, abile, astuta;

consulta per quasi ogni parola il dizionario dei sinonimi,

è attratta dalla perfezione fino al disumano, cresce in un clima accademico di rigore e
competizione intellettuali estremi, ha una fantasia surreale.

Nell’estate del 1953 ci fu il primo serio tentativo di suicidio.

Ricoverata, subi l’elettroshock come un’esperienza terribile ed atroce.

Il racconto di quell’estate è stato da lei romanzato nello splendido (ed unico) romanzo

che abbia mai scritto: “La campana di vetro”.

Una borsa di studio la portò in Inghilterra e a Cambridge;

conobbe e sposò il poeta Ted Hughes, con cui ebbe due figli.

Anno 1962.

Sylvia Plath e Ted Hughes conoscono

il poeta David Wevill e Assia Gutman:

tra Assia e Ted ,il marito di Sylvia

scatterà un’attrazione immediata,

se ne rende conto Sylvia subito.

Tra giugno e luglio del 1962 Assia e Ted diventeranno amanti,

Sylvia affronta Ted, prende i bambini e va via di casa,

dirà in seguito a proposito:

“Quando dai a qualcuno tutto il tuo cuore

e lui non lo vuole,non puoi riprenderlo indietro.

Se ne é andato per sempre”

La separazione da Ted e il dolore non verranno più confidate ai suoi Diari,

ma alle Letters Home ,

destinate alla madre e al fratello.

L’anno dopo Ted cercherà una riconciliazione, nessuno saprà cosa accadde.

11-2 – 1963 L’ansia, la depressione, un oscuro male di vivere la portano al suicidio

La conoscenza del dolore spesso è un fardello troppo pesante da portare da sole.

… …

Il 1962 e i mesi precedenti al suicidio segnarono il periodo più prolifico di Sylvia,

tanto che alla madre scrisse:

“…sono una scrittrice di genio:ce l’ho dentro.

Sto scrivendo le poesie migliori della mia vita; mi daranno la fama”.