L’ORIGINE DEL NOME:FUNDUS SATRIANUS

di | 21 de Agosto de 2010

Nelle Tavole Alimentarie di Traiano, scoperte a Velleia nel 1747, si legge che il “fundus satrianus”, che quasi certamente corrisponde al territorio ove sorge l’attuale Sartirana, fu sede di una famiglia romana, la Gens Satria, che vi costruì una villa con armenti e schiavi.

Durante il regno longobardo è già un borgo considerevole dipendente da Pavia. Ma l’assetto architettonico dell’attuale abitato si manifesta solo nel medioevo: nel 1213 i milanesi, distrutti Mortara e Lomello, invadono la Lomellina ed occupano anche Sartirana. Già feudo dei conti Palatini di Lomello, alla fine del trecento diventa possedimento dei Visconti di Milano. Nella città, allora nota con il nome di Terraforte, Gian Galeazzo Visconti edifica il poderoso Castello, dal tipico impianto quadrilatero, con fossato, cortile interno e quattro torri angolari. Sotto gli Sforza il castello viene assegnato a Cico Simonetta, potente ministro ducale e consigliere di Francesco Sforza, in seguito accusato di tradimento e decapitato, che avvia importanti opere di trasformazione.

Alla redazione del progetto partecipa Bartolomeo Fioravanti, il noto architetto militare che dopo poco viene chiamato a Mosca dallo zar Ivan II per concorrere alla realizzazione delle difese del Cremlino. Il maniero viene interamente sovralzato e la grande torre rotonda (foto in alto), ora simbolo del paese, rafforzata alla base con una struttura poliedrica.

Nel 1586 Onorio di Gattinara, feudatario del paese, fa aprire un nuovo canale, il cosiddetto “Roggione di Sartirana”, che irriga tuttora i territori di Candia, Breme, Sartirana, Mede, Torreberetti, Semiana e Castellaro. Il roggione costituisce un elemento importantissimo del programma di bonifica attuato dai Visconti. Il feudo passa, in epoca più recente, ai Duchi d’Aosta.

Grande cultore della storia Lomellina, ed in particolare di Sartirana, in cui ha i propri natali, fu padre Francesco Pianzola.

A fianco del castello si erge la chiesa barocca di San Rocco, di proprietà dei Duchi d’Aosta;
all’interno, in puro stile barocco interamente decorato da F. Gonin, giacciono
le spoglie della famiglia ducale. Vanno citate anche la chiesa di Santa Margherita e
la chiesa della Madonna del Buon Consiglio, del XVI secolo; il “Santuario della Madonna di Lourdes”
e la chiesa di San Giorgio, del secolo scorso. Della casa sforzesca, ex asilo infantile,
che si trova sulla sinistra di fronte al castello, rimangono solamente le tre finestre
in cotto del primo piano, tre davanzali del secondo piano e la porta.

Nel caratteristico abitato sorto intorno al castello ricordiamo l’interessante Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta (XV sec.), sulla cui facciata si trova murata una piccola lapide che ne indica la data di consacrazione (10 ottobre 1486); viene innalzata sui resti di una chiesa romanica, chiamata Santa Maria della piazza o del castello. Il campanile, data la sua posizione prospicente le mura di cinta, aveva la funzione di osservatorio. Notevole, all’interno della chiesa, la statua in legno della “Madonna del Socco”, un tempo sull’altare maggiore; la statua, rappresentante la Vergine con il Bambino sulle ginocchia, è stata scolpita all’inizio del XVI secolo da padre Gerolamo da Vimercate, rettore della chiesa. Altre ammirevoli opere di legno intagliato sono un Crocifisso quattrocentesco, gli armadi della sacrestia, i confessionali ed il coro. L’altare maggiore, in marmo, del 1742, è barocco e porta lo stemma dei conti di Sartirana. La chiesa possiede un magnifico organo Serassi, recentemente restaurato.

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