IL DUDUK – SUONO DELL’ANIMA

di | 6 de Aprile de 2010

Il duduk è un tradizionale strumento musicale armeno.
Il suo suono racconta del pianto di antiche genti e della gioia di bambini,
di scontri nelle battaglie e di danze nuziali
“Sonorità propria della voce umana”, “evocativo”, “espressività estrema dalla dolcezza alla sofferenza”, “non un gioco, piuttosto una preghiera”, “il solo strumento capace di commuovere”, “caldo strumento della musica world”.
Tutte queste qualità sono state attribuite al duduk da prominenti musicisti di tutto il mondo.
Solo ascoltandolo almeno volta, è possibile sentire e comprendere pienamente il duduk.
Con ogni probabilità dopo si avrà la sensazione che il suono del duduk racconti di montagne che cantano o alberi che parlano, del pianto di antiche genti e della gioia di bambini, di scontri nelle battaglie o di danze nuziali.
Ogni cultura passata o presente, ogni gruppo nazionale o tribale ha una propria musica tradizionale, influenzata da molteplici fattori: socio-economici, ambientali e altri.
La musica tradizionale armena mescola musica popolare e musica sacra cristiana.
Essa viene ben rappresentata da uno strumento tradizionale, il duduk, che è abbastanza conosciuto in Occidente grazie alle colonne sonore di molti film. Le avvolgenti musiche del duduk si possono ascoltare nella colonna sonora di molte pellicole holliwoodiane come “Il Gladiatore”, “Alexander”, “Syriana” e altre. Uno dei motivi per cui il duduk viene scelto così spesso per i film di ambientazione storica è l’intenzione dei compositori di ricreare antiche atmosfere, che questo strumento ben riesce a evocare.
Il suono profondo di questo strumento accompagna quasi tutte le celebrazioni armene, siano gioiose o tristi. È comune ritenere che il duduk rifletta tutte le intonazioni dei dialetti tradizionali armeni. Ciò richiede tecniche speciali che i maestri armeni hanno sviluppato per garantire che il suo suono sia molto simile alla voce umana.
Ci sono molti altri strumenti musicali tradizionali in Armenia, ma solamente il duduk ha vere origini armene, perché tutti gli altri hanno legami con il mondo arabo e coi paesi della via della seta. Il nome duduk viene dal russo dudka (uno strumento diverso). Il nome armeno di questo strumento è tsiranapogh, che significa pipa d’albicocca. In Armenia viene infatti costruito usando solamente legno d’albicocco, che in latino si chiama Prunus Armeniaca- pruno armeno. Secondo le diverse fonti le origini del duduk risalgono a 1500-3000 anni fa e si trova spesso raffigurato in antichi manoscritti. Inoltre è abbastanza diffuso anche in altri paesi, come in Turchia, Georgia, Azerbajgian, Bulgaria, Serbia…dove viene chiamato con nomi diversi – duduki, mey, balaban – e dove può venire indifferentemente costruito anche con tipi di legno diversi.

-Il duduk è uno strumento ad ancia doppia, con otto fori per la melodia, ed uno per il pollice sulla parte inferiore. Esistono tre dimensioni di duduk, che variano da 28 a 40cm. La sua estensione copre solamente un’ottava, ciononostante produce un’ampia gamma di melodie con un timbro caldo e leggermente nasale. Normalmente si suona in duo. Il primo duduk intona la melodia principale accompagnato dal secondo, detto damkhash, che suona costantemente la melodia dam, che fa da armonia. All’inizio il duduk veniva usato per suonare ballate popolari ma ora il repertorio si estende dalla upbeat dance music fino a partiture con l’orchestra sinfonica.
Il compositore armeno Avet Terteryan è stato il primo a usare il duduk nella musica moderna.
Nel 1980 ha scritto un pezzo per duduk e zurna (altro strumento tradizionale armeno) nella sua terza sinfonia.
Morbido, tremolante, il suono del duduk emerge nella colonna sonora di molti film di Hollywood.
Molti rinomati musicisti compongono musiche per questo strumento che, oltrepassando tutte le barriere culturali, è oggi conosciuto in tutto il mondo.
È entrato in contatto con la musica pop occidentale grazie a Djivan Gasparyan, esecut