Andava e sapeva dove andare.
Questo era tutto.
Sensazione meravigliosa.
Di quando il destino finalmente si schiude,
e diventa sentiero distinto,
e ormai inequivocabile dell’avvicinamento.
Quell’accostarsi.
Si vorrebbe non finisse mai.
Il gesto di consegnarsi al destino.
Quella è un’emozione.
Senza più dilemmi, senza più menzogne.
Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino.
tratto da “Oceanomare”
Baricco
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Scrittore tra i più conosciuti e amati dai lettori di narrativa in Italia, Alessandro Baricco è nato a Torino il 25 gennaio 1958.
Dopo la laurea in filosofia (tesi con Gianni Vattimo su Adorno e la scuola di Francoforte: “Scrittura, memoria, interpretazione. Note sulla teoria estetica di T. Adorno”, 1980) e il diploma in pianoforte al Conservatorio, lavora qualche anno come copy writer in agenzie di pubblicità e si dedica a studi di critica musicale, pubblicando un saggio sull’opera rossiniana Il genio in fuga (1988) e uno sui rapporti tra musica e modernità L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992); esordisce in ambito giornalistico come critico musicale de La Repubblica e poi come editorialista culturale de La Stampa.
L’amore per la musica e per la letteratura ha ispirato fin dall’inizio la sua attività di brillante saggista e di narratore. Nel 1991 esordisce con il romanzo Castelli di rabbia, che vince il Premio Campiello e il Prix Médecis étranger 1995, oggi tradotto in Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Norvegia e Portogallo. Nel 1993 pubblica Oceano mare che vince il Premio Viareggio, a cui segue nel 1994 Novecento. Un monologo, un racconto da cui sono stati tratti un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnaldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film (“La leggenda del pianista sull’oceano”, di Giuseppe Tornatore).
Collabora a trasmissioni radiofoniche (rimasta celebre la sua lettura di Furore di Steinbeck) ed esordisce in TV nel 1993 come conduttore di L’amore è un dardo, una fortunata trasmissione di Raitre dedicata alla lirica, che rappresentava il tentativo di gettare un ponte tra un mondo affascinante, ma spesso impenetrabile ai più, e il comune pubblico televisivo. In seguito sviluppa e conduce nel 1994 un programma dedicato alla letteratura intitolato Pickwick, del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi.
Nel 1995 raccoglie poi in Barnum. Cronache dal Grande Show i suoi articoli, dal nome della rubrica che ogni mercoledì Baricco curava nelle pagine culturali del quotidiano torinese La Stampa; nel 1998 viene pubblicato anche Barnum 2. Altre cronache dal Grande Show in cui sono raccolti gli articoli frutto della collaborazione con La Repubblica.
Intanto mette a punto un nuovo progetto ambizioso, quello di portare in scena, a teatro, dei “pezzi di mondo” tratti dalla musica, dalla letteratura, dalla lirica: lo spettacolo, Totem. Letture, suoni, lezioni, vede la partecipazione di Eugenio Allegri, Gabriele Vacis, Stefania Rocca e Lella Costa e svela il finale del Guglielmo Tell, il Viaggio al termine della Notte di Céline, le Cattedrali di Carver, e molto altro. Lo spettacolo, assolutamente innovativo, verrà registrato e mandato in prima serata su RaiDue nel dicembre del 1998, e continuerà con successo la sua tournée attraverso l’Italia fino ad agosto 2001. Dello spettacolo sarà pubblicato un libro (edizioni Fandango Libri) e due VHS (BUR – Rizzoli).
Nel 1994 fonda insieme a un gruppo di amici una scuola di tecniche della narrazione “la Scuola Holden”, nella quale tuttora insegna, e nel 1996 scrive un testo teatrale, Davila Roa (mai pubblicato), che va in scena l’anno seguente al teatro Argentina di Roma, per la regia di Luca Ronconi, e che viene duramente criticato.
Nel 1999 pubblica City, il primo romanzo italiano ad essere “pubblicizzato” esclusivamente in rete, cui fa se