Anna de Noailles (1876 – 1933) è stata una delle figure più importanti nel panorama letterario francese all’inizio del ventesimo secolo.
Donna di mondo, essa brillava per la sua arte di ricevere gli ospiti nei suoi salotti, frequentati da personalità quali Colette, Jean Cocteau, Mauriac ed altri, inoltre coltivava amicizie illustri con Maurice Barrés, Marcel Proust e Paul Valéry.
Molto ammirata dagli scrittori, dagli uomini politici e da persone del mondo della cultura per il suo genio poetico, la contessa de Noailles aveva il fascino di « una principessa greca, che sembrava discendere direttamente dal Monte Parnaso col tripode della Pizia per pronunciare i suoi oracoli » .
Il ritratto di Alexius de Laszlo ci rivela l’immagine di una donna affascinante, dal profilo persiano e marcatamente orientale.
Anna de Noailles si dedica fin da giovane allo scrivere versi; di volta in volta subisce l’influenza dei Parnassiani, di Musset, di Maurice Barrés, ma soprattutto di Victor Hugo il cui genio la ammalia.
Incoronata dall’Academie Française avrà una celebrità che non l’abbandonerà sino alla morte sopraggiunta il 30 aprile 1933.
La contessa de Noailles fu la prima donna a ricevere la « Cravate de commandeur de la légion d’honneur » diventando così una sorta di personaggio ufficiale.
Fu anche la prima donna ad essere ricevuta nell’Accademia Reale di Lingua e Letteratura del Belgio.
Inoltre nel 1904, con altre due donne celebri, Mme Alphonse Daudet et Judith Gautier (la figlia di Théophile Gautier), Anna de Noailles creò il premio “Vie Heureuse”, dall’omonima rivista, che diventerà nel corso degli anni il prix Fémina, la cui giuria, esclusivamente femminile, premia ogni anno la migliore opera francese, scritta in prosa o in versi.
Il suo stato di salute comincia ad aggravarsi a partire dal 1912 e i suoi ultimi scritti perdono il lirismo ispirato dalla natura e la prosa assume i colori di una melancolia dovuta alla morte.
Alla sua morte venne sepolta al cimitero du Père-Lachaise a parigi, ma il suo cuore riposa nel cimitero di Amphion-les-Bains.
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