YEHUDA AMICHAI

di | 25 de Settembre de 2009

Pubblico questo articolo,per portarlo all’attenzione di quante più persone possibili.

YEHUDA AMICHAI

*Di lui hanno detto:
“La lirica di questo poeta ha predisposto i cuori
degli israeliani alla pace e alle concessioni ai palestinesi”.

*Una sua Poesia

Che il sacrario in memoria dei caduti
ricordi invece di me: il suo compito è questo.
Che il giardino in memoria ricordi,
che il nome della via ricordi,
che l’edificio celebre ricordi,
che la casa di preghiera che porta il nome di Dio ricordi,
che il rotolo avvolto della Legge ricordi,
che l’orazione per i morti ricordi.
Che le bandiere ricordino,
questi variopinti sudari della Storia
che avvolsero corpi divenuti polvere.
Che la polvere ricordi.
Che il pattume sulla porta ricordi.
Che la placenta ricordi.
Che la bestia dei campi e gli uccelli del cielo mangino e ricordino
e che ciascuno ricordi
Così potrò riposare.

Yehuda Amichai

……

Nato a Wurzburg nel 1924
e morto a Gerusalemme nel 2000, è stato uno dei primi poeti contemporanei
a scrivere in ebraico, utilizzando, nelle sue poesie, la lingua della Bibbia e dei libri di preghiere,
in una forma moderna, incorporandola e rinnovandola nel linguaggio della vita di tutti i giorni,
talvolta crudo, talvolta aulico. Amichai è noto e apprezzato in tutto il mondo, le sue poesie sono state tradotte in trentasette lingue, compreso il cinese e il giapponese. La sua poesia è ricca di allusioni e riferimenti legati all’antico mondo ebraico, ma le cui immagini sono comprensibili e riconoscibili da un pubblico universale. In italiano sono pubblicate le raccolte Ogni uomo nasce poeta (Roma, ed. Di Renzo, 2000) e Poesie (Milano, Crocetti Editore, 1996).

Amichai è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno, ed è stato uno dei primi a scrivere poesia in ebraico colloquiale. I suoi scritti hanno spesso come argomento i problemi e le situazioni della vita quotidiana e sono meno palesemente letterari di quelli di molti poeti di lingua ebraica del XIX secolo come Hayyim Nahman Bialik. Le sue poesie sono caratterizzate da una gentile ironia e dal dolore per un amore rovinato. L’amore per la gente, per la religione, per la propria terra, soprattutto l’amore per la città di Gerusalemme.

Amichai nacque a Würzburg, in Germania, col nome di Ludwig Pfeuffer, poi emigrò con la sua famiglia in Palestina nel 1936. Combatté la seconda guerra mondiale nella Brigata ebraica dell’esercito britannico, e poi la guerra arabo-israeliana del 1948. Divenne quindi un convinto fautore della pace e della riconciliazione in Palestina, lavorando anche insieme a scrittori palestinesi.

Fu “scoperto” nel 1965 da Ted Hughes, che in seguito tradusse (ma soprattutto fece tradurre da Assia Gutmann) vari libri di Amichai.

“Avrebbe dovuto vincere il Premio Nobel in uno qualsiasi degli ultimi vent’anni”, ha scritto Jonathan Wilson sul New York Times il 10 dicembre del 2000, “ma sapeva che finché se ne fosse occupata una giuria scandinava, qualsiasi fossero le sue idee politiche, che erano senza alcun dubbio dal lato delle colombe, lui si trovava dalla parte sbagliata della barricata”.

* Quando la poesia aiuta a capire la realtà*

Nel dicembre 1994,
durante la cerimonia del Premio Nobel per la Pace,
Rabin scelse di leggere una poesia di Yehuda Amichai.

“Non a caso”, sostenne Shimon perez,
“la lirica di questo poeta ha predisposto i cuori
degli israeliani alla pace e alle concessioni ai palestinesi”.

Queste parole sono riportate dallo scrittore A.B.Yehoshua nella sua presentazione
del primo libro tradotto in italiano di Amichai “Ogni uomo nasce poeta”
e pubblicato da Di Renzo Editore.

Nell’introduzione, Yehoshua identifica
cinque elementi che contraddistinguono l’opera di Amichai:

l’approccio politico-umanitario,
il suo legame con Gerusalemme, la lirica semplice, i temi presi dal quotidiano e,
infine, l’int