Ditemi la verità, vi prego, sull’amore
Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità,
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino
sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande.
Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.
I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari.
Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
O apprezzerà soltanto musica classica?
La smetterà quando si vuole un po’ di pace?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.
L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.
Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.
Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.
da La verità vi prego sull’amore
di W.H. Auden
Wystan Hugh Auden.Wystan Hugh Auden (Londres, 21 de febrero, 1907 – Viena, 29 de septiembre, 1973), conocido como W. H. Auden, fue un poeta y ensayista británico, nacionalizado estadounidense en 1946.
Está considerado como uno de los más grandes escritores del siglo XX; y ha sido —en lengua inglesa— equiparado con Yeats y T.S. Eliot.
Nació en Londres, Inglaterra. Se trasladó en 1939 a los EE. UU., y fue ciudadano estadounidense desde 1946. Estudió en la Escuela High school Handen y más tarde en la Universidad de Oxford.
Su nombre apareció relacionado con otras figuras de la vida literaria inglesa como Stephan Spender o Christopher Isherwood.
Sus poemas tempranos fueron escritos a finales de los veinte y desde 1940; alternaba un estilo telegráfico moderno y un modo de escribir fluido de corte tradicional, escrito con un tono dramático e intenso, que logró una reputación casi profética. Tras su ida para América cambia el tono, explora temas religiosos y dramáticos. Su obra poética es conocida por sus logros estilísticos y técnicos, tan novedosos, su compromiso con los principales asuntos morales y políticos de su tiempo, y por su variedad de tonos, formas y contenidos. Los temas centrales de su poesía son: el amor personal, la política y el concepto de ciudadanía, la religión y la moral, y la relación entre los seres humanos como individuos y el anónimo e impersonal mundo de la naturaleza.
Pero fue asimismo un ensayista de primera fila (como el propio T.S. Eliot). Destacan, desde luego, sus estudios sobre Shakespeare, pero también los escritos sobre escritores y músicos como son Goethe, V. Woolf, Valéry, Wilde, Wagner y Verdi, Cavafis, Hofmannsthal.
Fue premiado con el Bollingen y el National Book Award.
Vida personal
En 1935, Auden se casó con Erika Mann, la hija