“La blancura del sol
puede ser tuya
o el oro de la luna
o la bermeja firmeza de la espada..
Soy ciego y nada sé, pero preveo
que son más los caminos.
Cada cosa es infinitas cosas.
Eres música, firmamentos, palacios, ríos,
ángeles, rosa profunda, ilimitada,
íntima que el Señor mostrará
a mis ojos muertos.”
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The unending rose è una poesia di Jorge Luis Borges.
È l’ultima dell’opera >La rosa profonda(La rosa profunda, 1975),ed è dedicata a Susana Bombal.
Borges immagina il mistico medievale Farid al-Din Attar di Nishapur ,parlare ormai vecchio con una rosa, dirle della sua sfera, del suo peso, del suo profumo, nel sogno di un bimbo o nei colori dell’orizzonte del suo giardino.
Attar è vecchio e cieco, come il poeta, ma rivede nella rosa infinite cose e infinite strade,concludendo:
« […] Sei musica,
Firmamenti, palazzi, fiumi, angeli,
Rosa profonda, illimitata, intima,
Che Dio indicherà ai miei occhi morti»
La chiave di interpretazione borgesiana è data nel prologo della raccolta, dove è spiegato il ruolo e la missione della parola-simbolo e di ogni verso:
« Due doveri avrebbe ogni verso: comunicare un fatto preciso e toccarci fisicamente,
come la vicinanza al mare.¨
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da Wikipedia