ROLANDO ATTANASIO

di | 1 de Maggio de 2012

MANA

Innondare l’anima di beatitudine euforica
sotto infinite lune che sorgono nella laguna buia umida

attraverso il lago su di una vecchia barca
questa solitaria sponda di canne al vento costeggio ancora

non c’è patos ne ardore in questo vento secco caldo
silenzi profondi e piatta immensità nerastra che dilaga ovunque

qui non sorge mai il sole, non tramonta la luna, è sempre notte
non appassiscono le foglie in autunno non fioriscono gli alberi

germogliano ninfee di seta, cantano le rane d’argento immortali al vento
un sogno leggero, rumore di onde,dondolio mortale pervade tutto

densa la steppa di canne,solo un fruscio si espande nell’aria
una luce bianca disegna questo passaggio solitario

che forse non è mai esistito.

Rolando Attanasio