RISPOLVERANDO VECCHI LIBRI – 4

di | 22 de Marzo de 2012

« La Pisana era una bimba vispa, irrequieta, permalosetta, dai begli occhioni castani e dai lunghissimi capelli, che a tre anni conosceva già certe sue arti da donnetta per invaghire di sé, e avrebbe dato ragione a color che sostengono le donne non esser mai bambine, ma nascer donne belle e fatte, col germe in corpo di tutti i vezzi e di tutte le malizie possibili. »

Così Ippolito Nievo introduce la Pisana nel suo libro Le confessioni di un italiano

Scritto in pochi mesi da un giovane trentenne che decide di vestire i panni di un ottuagenario vissuto «a cavalcione di due secoli». Apparentemente, ci sono tutti gli ingredienti classici del romanzo storico, tanto in voga nell’Ottocento: c’è il castello, c’è la guerra, ci sono le vicende confuse di una nazione che si andava allora formando, c’è un giovane ingenuo e affamato di avventure e c’è una splendida storia d’amore.
Ricordo la lettera che Carlo Altoviti ( Carlino ) scrive, da esiliato per ragioni politiche, all’amore della sua vita, la Pisana.
É stato uno dei romanzi più accesi di passione che io abbia mai letto in quegli anni ,un suggestivo splendido romanzo.

L’innamoramento precoce per quel magnifico personaggio che è la Pisana, è un sentimento complesso e contorto, carico di contraddizioni e venato di un erotismo sottile ma potente, Carlino e Pisana si amano profondamente, ma non arriveranno mai al matrimonio,la forza e la profondità della loro passione non può essere imbrigliata negli schemi della morale borghese di quegli anni .

“La Pisana” da anche il titolo a uno sceneggiato televisivo tratto appunto dal romanzo di Nievo.
Nel 1960 fece scalpore, all’epoca della registrazione dello sceneggiato, una scena audace in cui la Pisana (Lydia Alfonsi), in camicia da notte, invitava Carlino (Giulio Bosetti) nella sua camera da letto.