RISPOLVERANDO VECCHI LIBRI – 12

di | 14 de Maggio de 2016

I sotterranei – romanzo dello scrittore statunitense
Jack Kerouac pubblicato nel 1958 a New York.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

“Il romanzo, sia per confessione dell’autore che per alcuni elementi rintracciabili nel testo, è stato scritto in tre notti di luna piena ottobrina, subito dopo la separazione da Alene e sotto l’effetto della benzedrina.

Capolavoro indiscusso della prosodia bop,
“I sotterranei” è un continuo flusso mentale ragionato, il cui punto chiave è sganciarsi dalla ragione. Kerouac si rifà, per sua stessa dichiarazione, anche nel testo, alla scrittura automatica dei surrealisti, a Yeats, alle teorie di Freud e Reich, ma anche, si può aggiungere, alla musica be bop dei neri del Jazz e al buddhismo Zen cui la Beat Generation si era molto avvicinata. In linea con la leggenda e con le pratiche di raggiungimento dell’estasi tipiche dei beatniks.

Il discorso narrativo del protagonista è un eccellente esempio dell’attuazione di quella “prosa spontanea” che l’autore sosteneva così calorosamente nel 1958 sulla rivista “Evergreen Review”

« Scrivete in stato d’incoscienza, di semi-trance… seguendo… le leggi dell’orgasmo »

e che diventerà, con il “Tridecalogo” successivo, quello che la generazione beat considererà il suo manifesto, non solo ideologico ma anche letterario.

Gli amici di Kerouac, dopo aver letto I sotterranei chiesero a Kerouac di descrivere il nuovo metodi di componimento e Jack disse che si basava tutto sul jazz e il bop, nel senso che un sax tenore prende il respiro e soffia un fraseggio dentro al suo sassofono, finché resta senza fiato e a quel punto la sua frase è completata e dato che non capivano Kerouac scrisse Essential of spontaneous prose.

Innovativo ed entusiasmante elemento dello scrivere del Gran Ricordatore (come lo chiamavano gli amici per la capacità di ricordare i dettagli e di segnare le cose più importanti su un taccuino) è modellare completamente le situazioni dando il via ad un flusso di coscienza, che Kerouac descrive nelle regole de “The essentials of Spontaneuos Prose”, capace di spaziare su ogni argomento, sensazione, immagine, sentimento e poi riunire tutto in splendide ed indimenticabili descrizioni nevrotiche, commoventi, febbricitanti, a tratti deliranti o angeliche e malinconicamente dolci. Descrizioni che possono sembrare delle accolte, ma che, invece, si dimostrano i vari riflessi di una mente senza schemi imposti, proprio così come volevano vivere i beatniks. Ed è per questo che Kerouac è ricordato come il loro padre morale.