PREGHIERA PER MIA FIGLIA

di | 23 de Dicembre de 2015

Poesia di William Butler Yeats (1865-1939), premio Nobel nel 1923, o poeta, narratore, drammaturgo e critico.

PREGHIERA PER MIA FIGLIA

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Le sia donata la bellezza, e tuttavia
non tanta da turbare un occhio estraneo,
o il suo davanti ad uno specchio,
perché chi ha troppa bellezza
la considera un fine sufficiente,
perde la naturale gentilezza
e forse la virtù rivelatrice del cuore
che sceglie il giusto, e mai trova un amico.

Elena, essendo scelta, trovò la vita uggiosa
e molti guai ebbe poi da uno sciocco;
e la grande regina che affiorò dalla schiuma,
essendo senza padre, poté fare a suo modo,
eppure scelse un fabbro dalle gambe storte.
Le donne belle, a quanto pare, mangiano
con la carne una folle insalata, e il Corno
dell’Abbondanza mandano in rovina.

La vorrei soprattutto esperta in cortesia;
non si ottengono i cuori come un dono,
chi non è bello in modo perfetto
i cuori deve conquistarli. Ma molti,
che fecero follie per la bellezza, ha fatto savi
il fascino, e più d’un infelice che vagava,
che amò, e credeva d’essere riamato,
non può distrarre gli occhi da una gaia gentilezza.

Possa diventare un fiorente albero nascosto,
e i suoi pensieri essere come i verdoni,
senz’altra mira che dispensare intorno
la magnanimità del loro canto,
solo in allegria iniziando una caccia
e solo in allegria una contesa.
Oh, possa vivere come un verde alloro
radicato in un perenne suolo prediletto.

Poiché le menti che ho amato,
e la bellezza che ho apprezzato,
prosperano poco, la mia mente
da qualche tempo è inaridita; eppure sa
che lasciarsi soffocare dall’odio
può essere il primo dei mali. Se in una mente
non c’è odio, gli attacchi e i colpi del vento
non possono strappare dalla foglia il verdone.

L’odio intellettuale è l’odio peggiore:
che ella si convinca che le opinioni ostinate
sono idee maledette! Non ho forse visto
la donna più attraente che sia uscita dal Corno
dell’Abbondanza, a causa della sua faziosità,
barattare quel Corno e ogni altro bene
che nature tranquille comprendevano
con un logoro mantice, gonfio d’iroso vento?

Considerando che, respinto ogni odio,
l’anima riconquista la sua totale innocenza,
e scopre infine in se stessa la fonte
del diletto, della calma e del terrore,
e che la propria dolce volontà è il volere del Cielo;
ella potrà, benché ogni faccia si dimostri ostile,
e il vento urli da ogni punto cardinale,
ed esploda ogni mantice, essere ancora felice.

E possa il suo sposo condurla in una casa
dove tutto sia consueto e rituale;
perché odio e arroganza sono merci
che si vendono in mezzo alla strada.
Come possono nascere innocenza e bellezza
se non nel rito e nella costumanza?
Il rito è un nome della cornucopia,
e costumanza dell’alloro che si espande.