Poeta Ko Un
Oggi voglio parlare del Poeta Ko Un
Ko Un, el poeta más célebre de Corea y uno de los más admirados de Oriente
Detrás de la abundante obra de Ko Un (1933) se encuentra una vida no menos intensa. Diez años en un monasterio budista, y su posterior compromiso con la política de Corea del Sur, son algunas de las vivencias más notables.
Antonio Colinas entrevista el poeta Ko Un
Antonio Colinas ” Entonces, ¿qué es la poesía?”
Ko Un “Definir la poesía tiene sus riesgos y hay que ser precavidos. Para mí, la poesía es la razón de mi existencia; y mi deseo, reproducir en ella tanto corrientes de realidad como ecos de ausencias. La poesía no es un viaje con un destino concreto, que sería la muerte, sino la misma libertad. Lo que pretendo es integrar lírica y prosa. Hablando en términos orientales, armonizar los sentimientos con los hechos. De ahí que la poesía sea lo absoluto y, por tanto, también lo prosaico. La lírica de mis poemas anhela su prosa y mis largos poemas narrativos sueñan con el lirismo como fuente, de manera que, si en un verso hecho poema puede concentrarse toda la épica del mundo, un texto narrativo de treinta volúmenes sin cadencias líricas no puede ser más que un desierto literario. Personalmente, concedo un sentido limitado a la contemporaneidad y a la patria, porque intento generar a través de mi poesía una estética dentro de la magnitud de la historia. Aspiro a enfrentarme al mundo y envidio al sol .”
« La strada non c’è.
Da qui in poi, speranza.
Mi manca il respiro,
da qui in poi, speranza.
Se la strada non c’è,
la costruisco mentre procedo.
Da qui in poi, storia.
Storia non come passato, ma come tutto ciò che è. »
( Ko Un da Songs for Tomorrow, 1992)
Un episodio accaduto nel 1945,
quando il poeta aveva solo 12 anni,
determina la sua scelta di vita successiva
un giorno, di ritorno da scuola, il dodicenne Ko Un trova per strada un libro di poesie
del famoso poeta lebbroso Han Haun
Rimane sveglio tutta la notte a leggere e negli anni successivi scriverà che quella notte
«il petto sembrò scoppiargli dallo shock che quei versi gli procurarono».
Sulla scia di quella profonda impressione, Ko Un inizia a scrivere poesie
E nel 1960,quando è ancora un monaco buddista, pubblica la sua prima raccolta di poesie
” Sensibilità di altri mondi”
La poesia coreana cominciò a fiorire sotto la cultura confuciana nel periodo Goryeo, anteriormente al quale la maggior parte dei modelli imitati appartenevano alla poesia lirica cinese. Le raccolte furono stampate ripetutamente. Con l’ascesa del nazionalismo Joseon., la poesia si sviluppò sempre di più e raggiunse il suo apice alla fine del XVIII secolo. Ci furono tentativi di introdurre i metodi della poesia immagista e moderna all’inzio del XX secolo e, nel primo periodo repubblicano, ebbero molto successo le opere patriottiche. La poesia lirica dominò dagli anni 1970 in avanti.
“Cosa può fare la poesia in un mondo che rivela solo dolore e morte?”
Il poeta si pone continuamente questa domanda.
Ho scelto una sua cruda poesia autobiografica,
intitolata:
“L’animo di un poeta”
Un poeta nasce negli spazi tra crimini,
furti, uccisioni, frodi, violenze,
nelle zone più oscure di questo mondo.
Le parole di un poeta s’insinuano tra le
espressioni più volgari e basse,
nei quartieri più poveri della città,
e per qualche tempo dominano la società.
L’animo di un poeta è un solitario grido di verità
nato negli spazi fra mali e bugie del nostro tempo,
picchiato a morte da tutti gli altri animi.
L’animo di un poeta è condannato, non c’è dubbio.
Quando scrive questi versi il Poeta Ko Un , seppur sembra aver perso completamente la sua fede nel potere della poesia sa esprime magistralmente quell’incredibile senso di vuoto, quel senso di impotenza che ogni “essere uman