POESIA -LETTERATURA

di | 13 de Gennaio de 2012

Pablo Neruda, Canto Generale

“Parlate con le mie parole e col mio sangue”

Sorgi a rinascere con me fratello.
Dammi la mano dalla più profonda
ragione del tuo diffuso dolore.
Non tornerei dal fondo delle rocce.
Non tornerei dal tempo sotterraneo.
Non tornerà la tua voce indurita.
Non torneranno i tuoi occhi forati.
Guardami dal profondo della terra,
bifolco, tessile, muto pastore:
domatore di guanacos tutelari:
muratore delle ardite impalcature:
acquaiolo delle lacrime andine:
orefice dalle dita ammaccate:
agricoltore che tremi sul seme:
vasaio nella tua crete impastato:
date alla coppa di questa nuova vita
i vostri vecchi sepolti dolori.
Mostratemi il vostro sangue e il solco,
ditemi: qui io fui castigato,
perché la gioia non brillò o la terra
non diede all’ora sua la pietra o il grano:
indicatemi la pietra ove cadeste,
e il legno su cui vi crucifissero,
accendetemi gli antichi acciarini,
gli antichi lumi, le fruste attaccate
per secoli sopra le vostre piaghe
e le asce di luce insanguinata.
Io parlo dalla vostra bocca morta.

Attraverso la terra unite tutte

le vostre labbra tacite e disperse

e dal profondo parlatemi,

per tutta questa questa lunga notte,

come se io con voi fossi ancorato,

ditemi tutto, catena a catena,
anello ad anello, e passo a passo,
affilate i coltelli che serbaste,
posatemeli in petto e nella mano,
come un fiume di gialle saette,
come un fiume di tigri sepolte,
e lasciatemi piangere, per ore, giorni, anni,
per età cieche e secoli stellari.

Datemi il silenzio, l’ acqua, la speranza.
Datemi la lotta, il ferro, i vulcani.
Unite a me i corpi come calamite.
Accorrete alle mie vene, alla mia bocca.
Parlate con le mie parole e col mio sangue.

Katherine Jenkins

Se io restassi qui,
Non sarei come tu mi vuoi.
Me ne andrò,
Ma già lo so,
Sempre tu sarai in me.
Ormai,
L’amore sei tu,
L’amore sei tu,
E sempre tu.
Sento già nostalgia,
Delle notti e giorni con te,
La vita mia porto via,
Sai che è meglo così.
Ormai,
L’amore sei tu,
E sempre sei tu.
E spero che tu troverai,
Quello che hai sognato per te,
La felicità tua,
Sarà la mia,
E lontano da me, ancora amerai.
Ma ormai,
L’amore sei tu,
E sempre sei tu,
Ormai,
L’amore sei tu,
L’amore sei tu,
E sempre tu,
Sei tu, tu
L’amore sei tu.

***

Louis Aragon, Le mani di Elsa

Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perché io venga salvato

Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita

Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
E che ho tradito col mio trasalire

Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senza occhi specchio senza immagine
Questo fremito d’amore che non dice parole

Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
Di una preda tra esse per un istante tenuta
Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo saputo

Dammi le tue mani perché il mio cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani perché la mia anima vi s’addormenti

***

MARGUERITE YOURCENAR

“Bestia stanca, uno staffile di fiamme mi colpisce le reni.

Ho ritrovato il vero senso delle metafore dei poeti.

Mi sveglio ogni notte nell’incendio del mio stesso sangue.”

***

Roberto Perin

Sento il mio cuore sorridere,
vivere, sbocciare,
come note pizzicate sulle corda
della mia chitarra.

Attimi d’intenso piacere,
di profonda tristezza,
in acuti e silenzi,
abbracciati all’infinito,
in queste note lette,
dal pentagramma della tua vita.

Corde pizzicate, accarezzate,
parlano di te.

Ti ricordano,
ti amano, ti sorridono,
con gi