Ho sempre rifiutato di essere compreso. Essere compreso significa prostituirsi. Preferisco essere preso seriamente per quello che non sono, ignorato umanamente,
con decenza e naturalezza. Niente mi farebbe indignare di più del fatto che in ufficio mi considerassero diverso.
Voglio godere con me stesso l’ironia del fatto che non mi trovino diverso. Voglio questo cilicio: che mi credano uguale a loro.
Voglio questa crocifissione: che non mi ritengano differente. Ci sono sacrifici più sottili di quelli che conosciamo sui santi e sugli eremiti.
Ci sono supplizi dell’intelligenza come ce ne sono del corpo e della volontà. E in questi supplizi, come per altri, c’è una voluttà.
(PESSOA)