«Rilessi la lettera un centinaio di volte. E ogni volta venivo preso da una sconfinata tristezza, la stessa che provavo quando Naoko mi fissava negli occhi. Era una sensazione desolata che non potevo allontanare da me in nessun modo, di cui non potevo in nessun modo liberarmi. Come il vento che passa sfiorando la pelle, non aveva contorni né peso. Troppo impalpabile anche per avvolgermici dentro».
Haruki Murakami, “Norwegian Wood”