Lo Stato in guerra si permette tutte le ingiustizie,
tutte le violenze,
la più piccola delle quali
basterebbe a disonorare l’individuo.
Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico,
non solo a quel tanto di astuzia permessa,
ma anche alla menzogna cosciente e voluta,
e questo in una misura che va al di là di tutto ciò
che si era visto nelle guerre precedenti.
Lo Stato impone ai cittadini
il massimo di obbedienza e di sacrificio,
ma li tratta da sottomessi,
nascondendo loro la verità
e sottomettendo tutte le comunicazioni
e tutti i modi di espressione delle opinioni
ad una censura che rende la gente,
già intellettualmente depressa,
incapace di resistere ad una situazione sfavorevole
o ad una cattiva notizia.
Si distacca da tutti i trattati
e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati,
ammette senza timore la propria capacità
e la propria sete di potenza,
che l’individuo è costretto ad approvare
ed a sanzionare per patriottismo.
(S.S.Freud)