Fra le rovine della guerra,
un soldato americano
conobbe una ragazza di nome Margherita Guidacci.
L’unico oggetto, aldilà delle dotazioni militari,
che il soldato aveva portato da casa,
era un libro contenente i versi di una Poetessa
sconosciuta allora in Italia,
se non per una pubblicazione, apparsa nel 1939,
a cura di Emilio e Giuditta Cecchi.
La ragazza
lesse quelle poesie rimanendone folgorata
La Poetessa era Emily Dickinson .
In seguito Margherita Guidacci
diventò la più grande traduttrice italiana di Emily,
nonché poetessa a sua volta.
Ho scelto questa sua bellissima Poesia
Guado
L’anno contiene quest’unico guado verso di te.
Ogni volta lo trovo un poco più sommerso,
l’onda più gonfia,la corrente più minacciosa.
Eppure io t’ho raggiunto ancora,
ed ogni breve istante che trascorro accanto a te
diviene un “sempre”
e se ne nutrirà anche il tempo deserto.
Se una dura legge c’imporrà un “mai”,
noi condannati ed immobili sulle opposte rive
intrecceremo tuttavia i richiami
di un desiderio tramutato in splendore.
Così la Tessitrice ed il Pastore si rispondono:
Vega ed Altair tra cui si snoda
l’alto stellato fiume.
Margherita Guidacci
Dalle acerbe ma già personalissime Prime del 1939-1940,
maturate controcorrente nell’ambiente ermetico fiorentino di formazione,
al folgorante esordio del ’46 con La sabbia e l’Angelo, fino alle postume liriche testamentarie
di Anelli del tempo (1993).
Dall’arco cinquantennale delle raccolte e delle “disperse” balza con lucente,
appartata coerenza una delle figure più alte e limpide del Novecento poetico italiano,
intrisa di vaste e profonde consonanze europee
la Guidacci fu traduttrice sensibile ed eclettica,
soprattutto di prosa e poesia inglese e dai prediletti Donne, Emily Dickinson ed Eliot,
ma anche da Guillén e da poeti slavi e cinesi): la voce oggettiva, drammatica e tenera ad un tempo,
di una “Sibilla” profondamente classica e cristiana, dall’ethos intensamente civile e religioso
ma non confessionale né omologabile ad ortodossie ideologiche o letterarie,
fedele solo alla “crescita” interiore e cosmica, al dono del proprio raro dono.
Fonte :Internet