V.V. Majakovskij
Tu
Sei venuta
a cercare il mio ruggito,
la mia corporatura:
hai guardato,
ed hai visto
che sono solo un ragazzo.
Hai preso,
hai tolto il cuore
e così semplicemente
ti sei messa a giocare,
come una bambina a palla.
E tutte,
come davanti a un miracolo:
“Amare uno così?
Ma quello ti si avventa contro!
Sarà una domatrice.
una che viene da un serraglio!”
Io, invece, esulto.
No,
niente giogo!
impazzito di gioia,
saltavo,
come un indiano a nozze, saltavo
tanto mi sentivo allegro,
tanto leggero!
Lettera a Tatiana Jakovleva
…
tu sola
sei al mio pari
mettiti a fianco a me
ciglio con ciglio
e lascia
che di questa tanto solenne sera
io possa raccontare
in modo umano…
non stare tanto a pensare
col tuo semplicemente
socchiudere le ciglia raddrizzate
vieni qui
vieni all’incrocio
delle mie grandi
e rudi braccia.
non vuoi ?
restaci allora e sverna
e questo affronto
mettiamolo nel conto.
non me ne importa
un giorno
ti prendero
– te sola –
o con tutta Parigi
Due poemi di V.V. Majakovskij