MADDIE DAWSON

di | 16 de Aprile de 2012

libro “Facciamo finta che non sia successo niente”

La recensione di IBS

“Se pensate di esservi imbattuti nella storia di una donna di mezza età annoiata e spaesata, con un marito distante e la cui unica speranza è di tirare avanti cercando il senso della vita attraverso l’autoanalisi eccetera eccetera eccetera, state tranquilli. Non è così. Credetemi, non vi sottoporrei a una simile tortura con tutte le cose che avete da fare. La verità è molto più complicata. La verità è che mi sono innamorata di un altro uomo.”

Le coppie di una certa età scricchiolano, magari riescono a non crollare, ma scricchiolano. Ci sono mariti che rimangono svegli tutta la notte per guardare film porno mentre la moglie in carne e ossa dorme nella stanza accanto, o quelli che hanno perso i freni inibitori e mandano la compagna dal chirurgo estetico spingendola a indossare biancheria di pizzo nero, e altri diventati vecchi barbosi incapaci di parlare senza tenere una conferenza, che nell’intimità leggono alle mogli edificanti articoli dai quotidiani.
“Grant e io facciamo l’amore il mercoledì mattina alle sette”, racconta Annabelle, illustratrice di libri per bambini quasi cinquantenne sposata (da quando lei ne aveva 21 e lui 25), con un infaticabile e meticoloso docente di storia di 53 anni. Un uomo “immune da ogni tipo di flirt o relazione extramatrimoniale”, da invidiare, secondo le amiche. Sì, però anche silenzioso, assente, indifferente, puntiglioso e, in ultima analisi, noioso.
Ben diverso da quello che era stato, almeno all’inizio. O forse no, in realtà affidabile ma grigio, conformista, ripetitivo in fondo lo è sempre stato. E proprio per questo Annabelle molti anni prima aveva cercato passione, imprevedibilità, sensualità in un rapporto stupendo quanto difficile con il miglior amico di Grant, Jeremiah. Una ferita rimarginata, un periodo da dimenticare. Facciamo finta che non sia successo niente. Ma la cicatrice è chiusa davvero? Quella passione è scordata?
Annabelle deve trasferirsi a New York per stare accanto alla figlia agli ultimi mesi di una difficile gravidanza, mentre il marito è lontano. New York: sembra impossibile incontrare casualmente Jeremiah, e invece accade. Dietro le pagine di un apparentemente frivolo libro di sentimenti, si nasconde una riflessione molto più seria sui rapporti di coppia nello scorrere del tempo. Con la giusta quantità di ironia e una notevole obiettività sulla vita trascorsa, Annabelle analizza con il distacco acquisito con l’età – ma al tempo stesso con la voglia di rinascita di una donna non ancora vecchia che riscopre le sopite passioni -, il suo rapporto di coppia, confrontandolo anche con quello dei genitori e della figlia, neo-sposa di un giovane egocentrico, ricco newyorkese. Un romanzo molto intenso, appassionante, intelligente: semplicemente un bel romanzo.

A cura di Wuz.it

“Provai rabbia per moltissimo tempo, ma quel furore era positivo. Lo alimentavo a colazione, a pranzo e a cena, lo cullavo di notte e continuavo a nutrirlo di giorno perché sapevo che era l’unica cosa che avevo.”

Maddie Dawson
dal libro “Facciamo finta che non sia successo niente”

Breve biografia di Maddie Dawson
Stati Uniti
Cresciuta in Florida, la Dawson prima di diventare scrittrice a tempo pieno ha svolto i lavori più disparati, tra cui la supplente d’inglese, la commessa, la domestica, la cameriera, la giornalista freelance e la dattilografa di uno psichiatra, tutti fonte di ispirazione per le sue storie future.
Vive in Connecticut con il marito e i tre figli.

Il suo primo romanzo, Facciamo finta che non sia successo niente, è pubblicato in Italia da Giunti (2011).

TRAMA
In una normalissima mattina di febbraio, mentre si aggira con il carrello al supermercato, Annabelle McKay sente la vita crollarle addosso e scoppia a piangere in modo incontrollabile. Apparentemente non c’è nessun problema per cui valga la pena sentirsi così: ha un matrimonio invidiabile, due splendidi fi