Max Peef -Il suo libro:LE DONNE COME ME
“Hai mai pensato”, domandavo a me stesso, “se un giorno incontrassi la donna che c’è in te?” Mi sono sempre chiesto, spesso anche sorridendo, dove finisca l’uomo che sono e dove cominci questa silenziosa parte di donna che in ogni uomo è ben custodita; dove la donna prenda possesso di quella parte di me e dove l’uomo possa dire di aver trovato quella parte femminile di cui inconsciamente non mi sono mai preso troppa cura. “Scava! Guardati dentro, non lasciare che il tempo possa sempre avere i connotati, a volte tristi, di un uomo e che, a volte, con quella faccia spesso attonita non sai spiegarti quale possa essere l’origine dei momenti di tristezza o di tenerezza, di amabilità, o di comprensione, di euforia e necessaria dolcezza che inesorabilmente mortifichi come se fossero da tenere sotto controllo. Le donne come me sono come te Maram, innamorate pazze della vita, che scorre dentro di me. Le donne come me riconoscono lo sguardo delle donne come te e amano lasciare che i profumi e i rumori, che non sanno parlare, urlino e cantino senza farsi distrarre. Ma tu come hai fatto a esprimere in parole, quella parte che cercavo dentro me stesso? Io ora lo so Maram! Ho provato a fotografare chiedendo aiuto alla donna che c’è in me, ho abbandonato la forma e mi sono spogliato di un uomo, dell’uomo che c’è in me, proprio perché la fotografia non esiste, esiste solo quello che si fotografa in quell’attimo. L’attimo dell’incontro tra due animi così diversi è diventato il fatto saliente, il modo d’essere stesso di due animi che gioiscono e soffrono, meditano e scrutano in se stessi, tacciono le ragioni dei perchè e le motivazioni contingenti e affidano al solo canto ogni espressione di sentimenti e scoperte. Ma solo attraverso questa esperienza volutamente vissuta in questo modo, che sono giunto alla donna, una donna come me. Che è come te. Le donne come me si commuovono all’interno di un suono, dentro una preghiera, perché sanno che il suono di una musica è come pregare due volte; le donne come me ora sanno che non c’è solo un tempo, come non c’è solo un suono, o un solo momento di tristezza o di tenerezza, ma l’amore inesorabile per la vita che è l’insieme di tutto questo e delle sue varianti; le donne come me sanno che ci sono cose che si vedono bene solo con occhi che hanno pianto.
Ho quindi desiderato questo libro così, senza alcun intervento da parte di altri, il dialogo incontaminato tra me e te, proprio com’è nato, lontano dai tempi, dai modi, da chi introduce o si fa introdurre, chi critica spietatamente. Non mi sarei appassionato a voler cercare dentro di te me stesso, se non facesse ormai parte di me stesso questa esigenza anche da prima che ti incontrassi, ma unica e resa intima dal momento che ho incontrato le tue parole. Sei quindi incondivisibile Maram, ma vorrei che in molti, ecco la ragione di questo libro, possano condividere l’esperienza stessa vissuta a contatto con se stessi, per dare forma a quello che c’è in noi stessi, per non lasciare che questa resti solo una serie di immagini “invisibili” raccolte attraverso un unico punto di vista, quello di un uomo. Tra le tante fotografie scattate anche quelle che purtroppo non sono state inserite nel libro, c’è un solo grande tema, l’umile ricerca della vita.
Max Peef
Davanti alla sua macchina fotografica, Max ti dà l’impressione di essere magnifica. Il suo sguardo puro inquadra la persona che sta fotografando e restituisce la sua verità. Ti mette a tuo agio e dimentichi la macchina fotografica che cattura il tuo gesto.
Questo non è un libro di moda, non un libro celebrativo per un personaggio, è un libro creato dall’incontro di un fotografo e una poetessa: una donna qualunque vista nella sua vita quotidiana, nei suoi momenti di gioia, serenità, disfatta e gloria. Non è facile essere fotografata nella propria essenza, sebbene io sia una poetessa che già espone la propria intimità nei suoi scritti….
Ma, vorrei di