« Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose »
(Paulo Coelho, L’alchimista)
L’alchimista
Titolo originale O Alquimista
Autore Paulo Coelho
1ª ed. originale 1988
Genere romanzo
Protagonisti Santiago
Coprotagonisti l’Alchimista
Antagonisti i predoni
Altri personaggi Melchisedek
l’inglese
il mercante di cristalli
Fatima
zingara
L’alchimista (portoghese: O Alquimista) è un libro di Paulo Coelho la cui prima edizione risale al 1988. Pubblicato in Brasile, è stato successivamente tradotto in 56 lingue ed ha venduto oltre 100 milioni di copie in più di 150 nazioni.
Per questa opera l’autore ha vinto il Premio Grinzane Cavour nel 1996.
Trama
L’alchimista è la storia di un viaggio straordinario che porta Santiago, pastorello andaluso e protagonista del racconto, fino in Egitto. A spingerlo a compiere questo lungo viaggio è un sogno che fa per la seconda volta, in cui un bambino gli dice di andare fino alle piramidi egizie perché lì troverà un tesoro. Ma è l’incontro con il re Melchisedec, travestito da vecchio, che gli regala Urim e Turim (due pietre che indicano il cammino da compiere), che lo convince definitivamente ad intraprendere questo viaggio. Maturata la sua decisione, vende le sue pecore e parte, ma arrivato a Tangeri è derubato di tutti i suoi averi ed è costretto a restare in quella città per un anno lavorando duramente per un Mercante di Cristalli. Diventato ricco, riprende il suo viaggio.
Si unisce così ad una carovana diretta verso l’Egitto, dove incontra un uomo di nazionalità inglese che, dopo aver passato la sua vita a studiare l’alchimia, spera di trovare un saggio alchimista nell’oasi di El-Faiyûm. Qui Santiago incontra l’amore: una ragazza di nome Fatima, che è però costretto a lasciare, con la promessa del suo ritorno, per continuare il suo viaggio. Durante il suo percorso verso le piramidi, grazie all’incontro con un saggio alchimista, imparerà a “parlare al sole e al vento”, compiendo infine la sua Leggenda Personale: catturato dai predoni del deserto e rivelato loro il motivo del suo viaggio, viene schernito da uno di essi che gli rivela che anch’egli aveva vissuto una situazione analoga: sognava ogni notte che un tesoro si nascondeva nei pressi di una chiesa diroccata in Andalusia. Santiago riconosce il luogo in cui pascolava le sue pecore. Ritorna in Spagna e, diventato ricco, paga il debito con la zingara e torna dall’amata Fatima.
Una pagina
In quel momento fu come se il tempo si fermasse, e l’Anima del Mondo sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. Quando guardò gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise fra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte più importante e più saggia del Linguaggio che parlava il mondo e che chiunque, sulla terra, era in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a un pozzo. Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso: era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto. Ed era là, il linguaggio puro del mondo, senza alcuna spiegazione, perché l’universo non aveva bisogno di spiegazioni per proseguire il proprio cammino nello spazio senza fine. Tutto ciò che il ragazzo capiva in quel momento era che si trovava di fronte alla donna della sua vita e anche lei, senza alcun bisogno di parole, doveva esserne consapevole. Ne era certa più di quanto lo fosse di ogni altra cosa al mondo, anche se i genitori, e i genitori dei genitori, le avevano sempre detto che, prima di sposarsi, bisognava frequentarsi, fidanzarsi, conoscersi, e avere del denaro. Ma, forse, chi lo affermava non aveva mai conosciuto il linguaggio universale: perché, una volta