Lui era il maharaja di Kapurthala, uno dei Grandi Re dell’India, spogliati dall’Impero britannico del potere politico ma non delle ricchezze immense.
Lei era Anita Delgado, una ballerina spagnola. Nata nel 1890 a Málaga
Il nobile la conobbe una sera del 1906 a Madrid, dove era andato al seguito del Principe di Galles per partecipare al matrimonio di Victoria Eugenia di Battenberg con il re Alfonso di Spagna.
Anita aveva 16 anni, il maharaja era già attempato e si invaghì. La coprì di gioielli fatti disegnare da Cartier, la portò in India e la sposò.
Non vissero felici e contenti: lei fu ripudiata.
Morí a Madrid il 7 Luglio 1962, Elisa Vázquez de Gey ha scritto la sua Sua biografa.
E non riposano in pace…
perché un secolo dopo la loro storia
è diventata un romanzo di successo di Javier Moro (pubblicato anche in Italia da Mondadori con il titolo «Passione Indiana»)
lo scrittore Javier Moro
è nipote di Dominique Lapierre con il quale ha scritto «Mezzanotte e cinque a Bhopal».
Ci sono tutti i presupposti per un film.
Manca il consenso degli eredi del maharaja.
Tutto questo, secondo gli eredi indiani della dinastia, rischia di tradursi in «uno scandaloso ritratto»
Il bisnipote trova che sia irriguardoso verso la storia indiana. «Questa non è una ricostruzione storica, ma il parto dell’ immaginazione malata di uno scrittore che ha umiliato la memoria del mio avo», ha detto Shatrujit Singh.
Tra le scene che lo possono preoccupare c’ è quella più drammatica:
Londra 1924, la coppia è al Savoy di Londra, albergo di mille splendori e mille trame dove Anita incontra un giovane della sua età di nome Kamal.
Scopre che è uno dei figli del marito-maharaja e ha una relazione con lui.
Viene ripudiata, ma può tenere tutti i regali e i gioielli ricevuti durante i 18 anni di matrimonio.
Da allora visse tra Malaga, Biarritz e Parigi come tanti altri relitti imperiali, fino alla morte nel 1962.
Ancora oggi gli eredi del nobile Singh stanno cercando di recuperare parte dei preziosi.
Alcuni sono riemersi quando Christie’s ha annunciato la vendita all’ asta di otto pezzi tra i quali spicca una collana di smeraldi, diamanti e cristalli di rocca.
Un pensiero delicato di Jagatjit Singh, che prima lo aveva usato per ornare la fronte e la proboscide del suo elefante preferito.
Ci sono tanti momenti avvincenti nella storia,
come quello in cui Anita prende contatto con la corte del maharaja e la descrive nel suo diario: «Incontrai il segretario, circondato da una dozzina di schiavi che con un corteo di mezza dozzina di auto di lusso mi portarono in un palazzo meraviglioso. Lì trovai una lettera nella quale il maharaja diceva che non lo avrei incontrato più prima di aver imparato il francese, perché non voleva esprimere i suoi sentimenti attraverso un interprete».
Dalla Spagna il bisnipote della ballerina conferma che nel libro di Moro ci sono «un gran numero di errori e meschinità frivole»,
ma consiglia di basare la sceneggiatura su un altro testo.
Una biografia di Anita Delgado scritta da Elisa Vázquez de Gey con l’ approvazione della famiglia.
Non ha avuto la fortuna di «Passione indiana», ma secondo gli eredi dà un quadro del conflitto culturale tra due mondi al tempo del British Raj.
…………………..
Ana María Delgado Briones la princesa de Kapurthala.
Ana Delgado Briones —conocida también como Anita Delgado— fue una cantante de cuplés que llegó a convertirse en majaraní (‘reina’) de Kapurthala. Nació en Málaga el 8 de febrero de 1890 y falleció en Madrid el 7 de julio de 1962. Nací en 1890 en Málaga
hija de Ángel Delgado y Candelaria Briones. Éstos regentaban un pequeño cafetín en el que Ana pronto reveló sus inquietudes artísticas. Junto a su hermana Victoria comenzó a asistir a clases de declamación. El interés de Anita por estas clases hizo que su padre le renovara la matricula, a pesar de la mala situación financiera. Fin