L’amore è tra le situazioni più complesse della vita.
Gli innamorati mostrano un assorbimento completo dell’attenzione l’un l’altro, tanto che, quando flirtano, è evidente la mancanza del loro coinvolgimento e del loro interesse nei confronti delle altre persone e dei fatti che accadono attorno a loro.
Questa intensa attrazione che lega l’un l’altro gli innamorati alimenta in loro la convinzione che l’amore possa isolarli dal resto della vita.
Tuttavia, se si guarda la storia dell’umanità la convinzione che un’altra persona mediante l’amore possa soddisfare la maggior parte dei nostri bisogni ha una base culturale abbastanza recente.
Questo sentimento così articolato era sconosciuto a Greci e Latini, ed è stato ignorato per tanto tempo dai popoli dell’estremo Oriente, dagli antichi Cinesi e dai Giapponesi.
La tipologia affettiva, che esalta il sentimento d’amore come la sublimità più auspicabile, è stata introdotta dalla cultura occidentale, che ha educato le masse a ritenere l’innamoramento l’elemento fondamentale della vita di un individuo.
Basta leggere qualche romanzo per rendersi conto di come la letteratura abbia alimentato questo sentimento nei suoi vari aspetti tra i partner.
L’amore, lungi dall’essere un comportamento che si realizza nella stessa misura per tutti, ha invece una variegata serie di forme e di sfumature.
Vi sono amori che cominciano con una prepotente attrazione fisica, e altri che cominciano con una amicizia o per ammirazione.
Amori ossessivi complicati dalla gelosia, dall’egocentrismo e dal narcisismo, e amori composti e tranquilli grazie a un forte self control.
L’amore che si sviluppa a prima vista è una circostanza che rischia di far scegliere compagni sbagliati.
Spesso finisce quando i partner pronunziano frasi come “non avevo capito che lui/lei fosse così” e in queste circostanze non resta alcun tipo di legame.
In quanto all’amore pragmatico o razionale, questo è un rapporto basato sull’amicizia, ma manca di una forti spinte passionali.
Vi sono partner che si comportano come se amarsi fosse un dovere e considerano l’amore una specie di obbligo per venire incontro ai bisogni dell’altro.
Un caso emblematico al riguardo
è rappresentato dall’amore che legò
Clara Wieck a Robert Schumann.
La signora Schumann, concertista di primo piano, fu una consorte affettuosa che aiutò tutta la vita il marito, egocentrico e bisognoso di attenzioni e puntelli psicologici, rinunziando spesso, “per senso del dovere”, alle proprie necessità e alla propria carriera.
L’amore solamente erotico, invece, è fatto di puro edonismo ludico, ed è profondamente incentrato sulla bellezza e sull’avvenenza.
Ma quando l’attrazione fisica viene meno i due partner smettono di stare assieme senza troppo drammi.
Un esempio è dato dalla passione violenta che colse D’Annunzio per la Duse,
e dall’altrettanta indifferenza dimostrata dal Vate per quella donna, quando la sua passione scemò.
Ci sono coppie che attribuiscono la massima importanza alla attività svolte assieme
vedi il caso di Simone de Beauvor e Jean P. Sartre,
di Bertrand Russell e sua moglie Dora,
e altre che ritengono che l’amore sia soprattutto desiderarsi carnalmente,
come evidenzia la passione che travolse
la scrittrice Anaïs Nin ed Herry Miller.
Vi sono invece amori puramente sentimentali
al pari di quello che legò
Luigi Pirandello a Marta Abba in cui mancava o quasi il requisito della passione sensuale e dell’eros.
L’amore-attaccamento è la forma più esasperata di ritorno all’infanzia.
Si tratta di una variazione delle esperienze particolarmente ansiose della perdita dell’oggetto d’amore, frequente nei primi anni della vita e che viene proiettato, in seguito, da alcuni adulti, nel rapporto di coppia.
Chi vive di amore-attaccamento sollecita continuamente nel partner sicurezza e dedizione; vuole essere tranqui