IPAZIA DI ALESSANDRIA

di | 8 de Aprile de 2010

« Quando ti vedo mi prostro davanti a te e alle tue parole,
vedendo la casa astrale della Vergine,
infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto
Ipazia sacra, bellezza delle parole,
astro incontaminato della sapiente cultura. »

Ho trovato questi versi bellissimi dedicati a Ipazia di Alessandria

(Pallada, Antologia Palatina, IX, 400 )

Cosí ho fatto ricerche su questa affascinante donna,
vissuta nel IV secolo dopo Cristo,

che fu massacrata ad Alessandria d’Egitto da un gruppo di integralisti cristiani.

Ipazia
la prima martire della libertà di pensiero

Ipazia (greco: Ὑπατία, latino: Hypatia;

Alessandria d’Egitto, circa 370 – Alessandria d’Egitto, marzo 415) ,

Non è possibile stabilire con maggiore precisione l’anno della sua nascita:

il lessico Suda sostiene che ella «fiorì durante il regno d’Arcadio»

ossia dal 395 al 408, che comporterebbe una data di nascita oscillante dal 355 al 368,

anche se la maggior parte degli studiosi crede di poter indicare la sua nascita intorno al 370

Astronoma ,e matematica alessandrina, inventrice del planisfero e dell’astrolabio –

Filosofa ,seguace della filosofia neo-platonica,

la sua uccisione da parte di monaci cristiani

l’ha resa una martire del Paganesimo e della libertà di pensiero.

Nulla si sa della madre e il fatto che i saluti rivolti a Ipazia e agli altri famigliari nelle lettere del suo allievo Sinesio non la citino mai, fa ritenere che, almeno nel 402, ella fosse già morta.

Si sa di un fratello di nome Epifanio, dedicatario sia del Piccolo commentario alle Tavole facili di Tolomeo, che del IV libro dei Commentaria a Tolomeo, e del padre Teone.

Nelle lettere ritrovate in cui Sinesio saluta Ipazia: «Abbraccia per me la venerabilissima e piissima filosofa, il beato coro che gode della divina voce, ma soprattutto il beatissimo padre Teotecno e il compagno nostro Atanasio»

e

«stammi bene e salutami i compagni felici, cominciando dal padre Teotecno e dal fratello Atanasio»

l’ipotesi che Teotecno – Teone è effettivamente il diminutivo di Teotecno –

indichino rispettivamente il padre

e che il fratello di Ipazia,fosse Atanasio

(ma nelle ricerche fatte ,sorge qualche dubbio sulla possibilità che avesse effettivamente un fratello di nome Atanasio)

Noto è invece il padre, «Teone, il geometra, il filosofo d’Alessandria»

, che studiava e insegnava ad Alessandria, dedicandosi in particolare alla matematica e all’astronomia – osservò l’eclisse solare del 15 giugno 364 e quella lunare del 26 novembre – e che sarebbe vissuto almeno per tutto il regno di Teodosio (378-395)

. Che Ipazia sia stata allieva prima e collaboratrice del padre poi è attestato dallo stesso Teone il quale, in capo al III libro del suo commento al Sistema matematico di Tolomeo

, scrive che l’edizione è stata «controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia».

Non è chiaro il tipo di controllo esercitato da Ipazia: se si sia trattato di una semplice revisione del commento paterno, di integrazioni al testo[19], ovvero di editare l’intero testo di Tolomeo.

Le fonti antiche sono concordi nel rilevare come non solo Ipazia fosse stata istruita dal padre nella matematica

ma, sostiene Filostorgio, anche che «ella divenne molto migliore del maestro, particolarmente nell’astronomia e che, infine, sia stata ella stessa maestra di molti nelle scienze matematiche»

Filostorgio non è soltanto una storico della Chiesa, ma anche un appassionato, se non un esperto, di astronomia e di astrologia,

e le sue affermazioni trovano conferma in Damascio

il quale scrive che Ipazia «fu di natura più nobile del padre, non si accontentò del sapere che viene dalle scienze matematiche alle quali lui l’aveva introdotta, ma non senza altezza d’animo si dedicò anche alle altre scienze filosofiche».

Matematica, astronoma e filosofa, come