“IL SILENZIO DELLA COLOMBA”.
Ti chiederanno se li hai visti in faccia
come ti han spogliata
e se hai ceduto in fretta
sotto quale tipo di minaccia
o è stato un gioco andato troppo in là.
E anche ammesso che finiscano in galera
quest’ anno non verrà più primavera
senti addosso quelle mani ancora
è un primo amore che non scorderai.
E’ la fine dell’innocenza
in quest’alba gelida di polizia
è il silenzio della colomba
affogata di pioggia e buttata via.
E vuoi dimenticare e vuoi volare via
sarà una lunga strada verso casa
quando verranno a prenderti.
Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io
per quelli che hanno un nome e una faccia
che puoi chiamare uomini
perché in questa città vigliacca a parole
son tutti eroi
ma tu hai perso le scarpe e il cuore
e non sai più chi sei
e non ci perdonerai . .
E non bastan mille docce per lavarti
e la gente parla molto con gli sguardi
sei già dall’altra parte della vita
forse a scuola non ci tornerai.
E anche ammesso che finiscano in galera
quest’ anno non verrà più primavera
li senti addosso a respirare ancora
ed è un respiro che non scorderai.
E’ la fine dell’innocenza
carta straccia lacrime e formalità e’ il silenzio della colomba
che sognava il mare e non ci arriverà.
Come dimenticare come volare via
nel cuore più profondo del tuo cuore
l’inferno ha fatto i cuccioli.
Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io
per quelli che hanno un nome e una faccia
che puoi chiamare uomini
poi il tempo è alla tua parte
e in qualche modo ce la farai
perché le donne san stare al mondo
molto più noi
ma non ci perdonerai.
Ma non ci perdonerai.
Non ci perdonerai!
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La canzone è tratta da uno dei cd più belli e noti dei Pooh: “Amici per sempre”.
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Femminicidio:
Tratto da un articolo del 25 Novembre 2008 ;In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne
Una piaga mondiale: Un termine che indica la violenza fisica, psicologica, economica, istituzionale, rivolta contro la donna “perché donna”.
La deputata e sociologa messicana Marcela Lagarde l’ha definito l’atto di assassinare una donna, solo per il fatto della sua appartenenza al sesso femminile. Lagarde sostiene che la categoria femminicidio è parte del bagaglio teorico femminista introdotto dalla statunitense Diana Russel e Hill Radford, che nel libro The Politics of Woman Killing (Twayne Publishers New York, 1992) hanno parlato di femicide che, tradotto nella nostra lingua significa assassinio di donne.
Tuttavia, per segnare una differenza con quel termine, Lagarde scelse la voce femminicidio, per parlare di genocidio contro le donne.
Andrea Dworkin, femminista americana, ha usato il termine gynocide per descrivere la violenza sistematica perpetrata, fino a provocarne la morte, dal genere maschile su quello femminile.
La sociologa Daniela Danna scrive che la rigida separazione tra i sessi con la prescrizione della subordinazione del sesso femminile a quello maschile è la radice della violenza che l’autrice chiama ginocida.
Il femminicidio è una forma di violenza di genere che sottende torture, mutilazioni, abusi, violenza sessuale, in altre parole tutte quelle violenze, fisiche, psicologiche, sociali, economiche rivolte contro la donna e volte al suo annientamento, psichico o morale e fisico.
Violenze che hanno entità diverse ma che sono accomunate tutte dal fatto di puntare, a una diminuzione del valore fisico o morale della donna.
La violenza di genere si identifica con il femminicidio perché è ogni violenza rivolta contro la donna in quanto donna che va a colpirla personalmente.
La giurista Barbara Spinelli nel suo libro “Femminicidio” preferisce parlare di femminicidio piuttosto che di violenza di genere proprio per il fatto che femminicidio ha un valore simbolico più ampio ed è di maggiore impatto anche nei confronti dell’opinione pubblica.
Soprattutto, col t