IL SIGNOR G – GIORGIO GABER

di | 8 de Settembre de 2009

Quando sarò capace d’amare di Giorgio gaber

Quando sarò capace d’amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l’amore con mia madre in sogno.

Quando sarò capace d’amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.

Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.

Quando sarò capace d’amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.

Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere

un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.

Quando sarò capace d’amare

……….

« …e allora va a finire che se fossi Dio, / io mi ritirerei in campagna / come ho fatto io…. »
(Giorgio Gaber, Io se fossi Dio, 1980)

Giorgio Gaber al secolo Giorgio Gaberscik (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1º gennaio 2003) è stato un cantautore, attore e commediografo italiano.
In realtà, qualsiasi definizione risulta ristretta ad un personaggio simile, affettuosamente chiamato “il Signor G” dai suoi estimatori. È stato anche un chitarrista di vaglia tra i primi interpreti del rock and roll in italiano (tra il 1958 e il 1960).
Molto apprezzate sono state anche le sue performance come autore ed attore teatrale; è stato iniziatore assieme a Sandro Luporini del ‘genere’ denominato teatro canzone.
A Giorgio Gaber è dedicato il rinnovato auditorium sotterraneo del Grattacielo Pirelli, a Milano.

Nasce a Milano da una famiglia veneta borghese, ma non agiata [1]; i genitori si sono conosciuti e sposati in Veneto (madre veneta e padre friulano di origini slovene), successivamente si sono trasferiti in Lombardia in cerca di fortuna, dove è nato il piccolo Giorgio.
Inizia a suonare a causa di un infortunio al braccio sinistro (con rischio paralisi) che impone un’attività costante ai fini della rieducazione motoria: considerato che lo stato generale di salute del ragazzo non era tra i migliori e che il fratello maggiore Marcello suona la chitarra, si pensa di avviarlo allo stesso strumento.
L’idea dà buoni risultati, sia sotto il profilo medico che sotto quello artistico, e a 15 anni Gaber viene scritturato per un veglione di capodanno, riscuotendo il primo cachet di 1.000 lire.
La sua carriera artistica inizia come chitarrista nel gruppo Ghigo e gli arrabbiati, band che nasce all’Hot Club di Milano; l’esordio del gruppo arriva al festival jazz di Milano nel 1954. Dopo due anni di serate entra nei Rock Boys, il gruppo di Adriano Celentano, in cui al pianoforte suona Enzo Jannacci.
Comincia nel 1958 la carriera solista, incidendo il brano Ciao ti dirò (scritto da Giorgio Calabrese e Gianfranco Reverberi) per la neonata Dischi Ricordi; la canzone gli frutterà la prima apparizione televisiva alla trasmissione Il Musichiere.

Dal vivo con Jannacci
Conosce in questo periodo Luigi Tenco, trasferitosi a Milano da Genova per incidere anche lui alla Dischi Ricordi, con cui compone alcuni brani sviluppando parallelamente anche un’intensa amicizia.
Nel 1958 Gaber e Tenco partecipano, insieme ad