IL GIOCO DELLA MANTIDE DI PETER MANERO

di | 25 de Maggio de 2010

Il gioco della mantide

La camera da letto era invasa da personaggi che sembravano fantasmi usciti dalla fantasia di bambini indossando tute di colore bianco, guanti in lattice e la bocca coperta da una benda. Uno di loro fotografava un uomo di settant’anni appena compiuti, almeno così si evinceva dal documento d’identità, sul letto, il petto denudato e dal bacino all’in giù coperto dal lenzuolo di fina seta. Il capo era riverso sul lato destro del guanciale, gli occhi spalancati e le braccia divaricate.

<> Il capitano del R.I.S. si voltò alle sue spalle fissando l’uomo appena giunto sulla soglia che aveva parlato.

<> s’affrettò a rispondere il capitano. <>

<> rimbeccò.

Il capitano poteva contare meno di quarant’anni, più o meno quanto il poliziotto.

<>

Il poliziotto scosse le spalle:

<>

<> si prese una pausa. <> Ancora una pausa mentre fissava il corpo dell’uomo sul letto. <>

Fissava intensamente la figura del cadavere in ogni millimetro del suo corpo.

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