CERTO TUTTI VE LO RICORDERETE
IL FILM di Louis Malle “IL DANNO”
con due interpreti eccezionali quali Jeremy Irons
che recita da Dio la parte di Stephen Fleming
e l’altrettando brava Juliette Binoche,
nei panni di Anna Barton.
Lui che si scopa una donna che, fin dal primo istante, esercita su di lui un pericoloso potere. Un dominio sessuale e psicologico di fronte al quale egli soccombe senza riserve nonostante lui sappia che rappresenta una minaccia a tutto il suo mondo, poiché, è la donna che il figlio intende sposare.
Il soggetto del film è tratto dal romanzo omonimo
di Josephine Hart.
“Il protagonista Stephen Fleming è un importante politico inglese che non riesce a tenere a freno la passione scatenata dalla conoscenza di Anna, la fidanzata del figlio.
In un crescendo irrefrenabile di passione l’uomo maturo, felicemente sposato, medico affermato e politico di grandi responsabilità, perde il controllo sulla propria esistenza fino a rendersi responsabile della morte del figlio, quando questi, sbalordito, scopre la verità.
La storia di passione finisce nel dramma ma mentre lui è un uomo distrutto, lei, già passata attraverso una circostanza simile da piccola, si rifà una vita tornando con il suo fidanzato dell’adolescenza.
Il danno cui fa riferimento il personaggio di Anna Barton è dovuto al legame morboso che la protagonista aveva vissuto con suo fratello di un anno più grande di lei sino alla prima adolescenza, quando però quest’ultimo, nell’incapacità di accettare che la sorella riuscisse a maturare delle relazioni amorose normali, finì per suicidarsi all’età di 16 anni. I risvolti psicologici del rapporto di passione che Anna intesse col padre del suo fidanzato creano una situazione complessa che ripropone l’impostazione sentimentale vissuta da Anna con il fratello. La storia poi è destinata tragicamente a ripetersi con una nuova morte, stavolta della persona da lei tradita e ignara di tutto.
La vicenda si svolge in un contesto di squisita eleganza formale che trasmette una freddezza glaciale, in contrasto con il vulcano di passione che travolge i due protagonisti. Louis Malle vuole fare un ritratto della società degli anni novanta e riesce nel suo intento di attento annotatore dell’evoluzione dei costumi sessuali e dei comportamenti sociali.”
Vi lascio una pagina dal libro.
….”E ho fatto molta strada, in vita mia, procacciandomi compagni amati e sconosciuti; una moglie, un figlio e una figlia. Sono vissuto con loro, estraneo affettuoso in ambienti di una bellezza che non appaga. Abile dissimulatore, ho smussato in silenzio e con dolcezza gli spigoli del mio carattere. Ho nascosto l’imbarazzo e la pena con cui tendevo al disegno prescelto; e mi sono sforzato di essere ciò che coloro che amavo si aspettavano da me: un buon marito, un buon padre e un buon figliolo.
Fossi morto a cinquant’anni sarei stato un dottore, e un uomo politico affermato, anche se non sulla bocca di tutti. Uno che aveva fatto la sua parte, e che era stato molto amato dalla moglie afflitta, Ingrid, e dai figli, Martyn e Sally.
Alle mie esequie sarebbero intervenuti in massa coloro che nella vita avevano fatto più strada di me, e che per questo avrebbero onorato la mia memoria con la loro presenza. E coloro che erano convinti di aver amato l’uomo privato, che con le loro lacrime avrebbero deposto a favore della sua esistenza.
Sarebbe stato il funerale di un uomo sopra la media, favorito dalla sorte più della maggior parte della gente. Un uomo che, all’età relativamente giovane di cinquant’anni, aveva finito il suo viaggio. Un viaggio che lo avrebbe portato di sicuro, se fosse continuato, a più grandi imprese e onori.
Ma non sono morto nel mio cinquantesimo anno. E ora poche persone, tra quelle che mi conoscono, ritengono che questa non sia stata una tragedia.”
Josephine Hart – Il danno