HEINRICH HEINE

di | 2 de Ottobre de 2011

Gli ultimi anni di Heinrich Heine

Dopo il 1844 Heine patì crisi finanziarie e un peggioramento della sua salute. Secondo alcune ipotesi, egli soffriva di una sclerosi laterale amiotrofica.

Dal 1848 fino alla sua morte Heine rimase paralizzato, ma scrisse una delle sue più raffinate raccolte di versi, Romanzero (1851). Durante l’ultimo anno, Heine si interessò al sensualismo sia cristiano che pagano.

La sua ultima relazione amorosa fu con Camilla Selden, un’australiana che lui chiamò ‘Mouche’. Le poesie dedicate a Camilla contengono alcuni dei suoi migliori versi.

Heine è anche un materialista e rifiuta ostinatamente il “cielo”, l’“eccelso” e il “santo”.

Eppure il “deserto” della sua vita è inserito in qualcosa di grandioso, di “profondo” e di “immenso” che è come condensato nell’immagine della Vergine all’interno del duomo. Quella immagine consente al poeta-filosofo di appropriarsi del “cielo” e di portarlo inequivocabilmente in terra: il volto della Vergine è quello della sua amata.

Come per i poeti dello Stilnovo, la donna amata costituisce un ponte fra la terra e il cielo, ma la direzione del percorso è rovesciata: l’immenso e il divino si fanno occhi, labbra e guance di una donna in carne ed ossa.

H. Heine, Intermezzo lirico, 11

Nei gorghi profondi del Reno,

il nostro bel fiume, si specchia

con il duomo suo immenso,

l’eccelsa e santa Colonia.

Dentro il duomo c’è un’immagine

dipinta su cuoio dorato;

che, nel deserto di mia vita,

affabilmente è penetrata.

Angioli e fiori volteggiano

attorno alla Vergine santa;

occhi, labbra e guance leggiadre

son quelle della mia adorata.

Heine morì a Parigi nel 17 Febbraio del 1856. Anche dopo la sua morte, i suoi scritti destarono controversie in Germania,
influenzando il giovane Rilke, Wilhelm Busch e Frank Wedekind, e altri aspiranti poeti.

La stessa proposta di erigere una statua in suo onore destò proteste. Vista la discendenza ebraica di Heine, i nazisti insistettero nel bollarlo come ‘autore sconosciuto’, negandogli ogni valore poetico.

Desearía conocer el motivo
de una tristeza nacida en mi corazón,
es el espíritu de una antigua leyenda
que ha agitado y removido mi pasión.
El aire es frío en el crepúsculo
y apacible en fluir del Rhin.
De la puesta de sol toma algunos brillos
y da a la montaña una extraña visión.
El alta cima aún brillante
se muestra entronada por el sol,
una sirena perdida en su ensueño
entonaba ignorante su dorada voz.
Con el dorado peine acariciaba
su cabello y también una canción.
Ecos que conducen melancolía
aunque llenos de una poderosa atracción.
El pescador la oyó, quedó cautivo
entre anhelos de deseo y amor.
Él, cegado, no ve las rocas,
él mira, ve a la dama de la canción.
Y ahora, las salvajes aguas se levantan
y el hombre y el bote llegan a su fin.
Y esto es lo que con su canción ha probocado
la sirena Lorelei con melodiosa voz.

Lorelei(1823), de Heinrich Heine

Heinrich Heine (1797-1856), poeta tedesco di origini ebraiche, fu anche un importante filosofo collocato nelle file della Sinistra hegeliana. I suoi versi hanno ispirato molti compositori come Mendelssohn, Schubert, e Schumann. Heinrich Heine visse in un epoca di grandi cambiamenti sociali e politici: la Rivoluzione Francese (1789-99) e le guerre napoleoniche influenzeranno profondamente il suo pensiero. Heine morì a Parigi, dove è vissuto dal 1831 come una delle figure centrali sulla scena letteraria.

Tra le famosi poesie di Heine ricordiamo ‘Die Lorelei’, adattata musicalmente da Silcher nel 1837 e ripresa da F. Liszt. E’ diventata una delle più note canzoni tedesche.

Io non so che voglia dire
che son triste, così triste.
Un racconto d’altri tempi
nella mia memoria insiste.

Fresca è l’aria e l’ombra cala,
scorre il Reno quetamente;
sopra il monte raggia il sole
declinando all’occidente.

La bellissima fanciulla
sta lassù,