Meditavo sugli ultimi angosciosi anni di vita dei coniugi Zelda Sayre e Francis Scott Fitzgerald,che avevano assunto la tragicità di una scena teatrale e mi sono ritornati in mente certi passaggi da Il grande Gatsby,che da qualche parte mi erano rimasti impressi nella memoria.
“Così continuiamo a remare,
barche contro corrente,
risospinti senza posa nel passato.”
“Non c’è fuoco né gelo tale ¨
da sfidare ciò che un uomo
può accumulare nel proprio cuore.”
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“Per recuperare un minimo di serenità, Scott e Zelda decisero di fare una vacanza a Cuba, che però si rivelò subito un disastro: vari furono i conflitti, e Scott ne uscì così provato che al ritorno fu ricoverato.[63] A partire da questo momento, i Fitzgerald non si videro mai più.
Scott fece ritorno a Hollywood, mal pagato e misconosciuto; Zelda, nel frattempo, proseguiva la propria permanenza nella clinica, dalla quale venne dimessa nel marzo 1940.
A dicembre dello stesso anno, tuttavia, Scott fu colto da una crisi cardiaca che provocò la sua morte. Zelda non riuscì a prendere parte al funerale, tenutosi a Rockville, nel Maryland.”
“Dopo la morte del coniuge,
Zelda si dedicò alla revisione del romanzo al quale l’uomo stava lavorando, Gli ultimi fuochi; l’opera, seppur lasciata incompiuta, venne pubblicata postuma da Edmund Wilson.
Nel frattempo, fece ritorno all’Highland Hospital, approfittando della degenza per scrivere il suo secondo romanzo: Caesar’s Things. Quest’ultimo, tuttavia, non venne mai completato.
Durante la notte del 10 marzo 1948, infatti, un incendio divampò dalle cucine: le fiamme divorarono l’intero sanatorio.
Fu così che morì Zelda Fitzgerald,
che mentre il focolaio imperversava
era reclusa in una stanza,
in attesa della terapia elettroconvulsivante.”
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