GIULIA CARCASI – 1

di | 20 de Febbraio de 2015

“Perché, per un attimo, il mio cuore si voleva voltare e riabbracciare il passato. Il mio cuore, ogni tanto, si ammala: è la malattia dei ricordi. E solo tu puoi aiutarmi a guarire. È una terapia lunga e difficile… si cura vivendo.”

“L’amore è un gioco ad incastro. Devi trovare il pezzo giusto, devi inciampare e continuare a cercare, come il mare che abbraccia la sua spiaggia, perché senza di lei non ci sarebbe lui.”

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“Ricorderò di lui, quello che è stato e quello che non sarà, quello che avrei voluto e non c’era. Stanotte, però, ti faccio una promessa: non mi farò più prendere in giro, non mi farò bella per un appuntamento, non aspetterò una telefonata che non arriva mai, non mi metterò a immaginare i sorrisi, i nasi, i capelli di possibili amanti, non morirò di crepacuore, non mi chiederò se vorrà un bacio o di più, se è poi davvero il caso di perdere la testa. Amerò le canzoni, i libri, il mare, gli alberi, i tramonti… so che saranno sempre lì, per me. L’amore degli uomini è diverso, Milla, si sposta veloce, passa da un letto a un altro. […] Perché finisce? Ma soprattutto perché inizia? Cene di sorrisi, gambe accavallate, mani che si sentono sole… perché inizia? Con le persone più assurde, con quelle che se le conosci le eviti, con quelle che non funzionerà mai pure se per un istante ti sembra che sta andando alla grande… perché inizia? Non riesco a trovare una risposta valida, neanche una. E sento che ho sbagliato tutto, dal primo momento. […] Forse sarebbe stato uguale, forse no. Forse è andata meglio così.”

DA:Giulia Carcasi, Ma le stelle quante sono