“Una vita vissuta all’indietro la mia. Una prerogativa che ho avuto sin da bambina. Ascoltare il vissuto della guerra, prima dai nonni e poi dai miei genitori; ha fatto si che, nonostante le contrarietà presenti, mi venisse più facile superare gli ostacoli se li confrontavo con le loro passate difficoltà e privazioni. Ora che invece sono più adulta, e tutto intorno a me è cambiato; ho raccolto abbastanza esperienze mie personali, per guardarmi indietro e trarre beneficio dalle mie difficoltà passate.
Quando scrissi la storia “Un passo indietro per farne uno avanti” era questo il mio scopo. Far capire alla gente come avevo vissuto finora: con lo specchio della storia di fronte. Di tanto in tanto mi soffermavo su alcuni dettagli che in passato avevo dato meno importanza, per trovare una via d’uscita per i problemi attuali.
Ogni scelta, dettata dal cuore, è sofferta; e a volte, proprio per quegli insegnamenti passati è più facile varcare la soglia e girare le spalle; anche se con il nodo in gola.
Non è vero che il passato e passato e va cancellato; anche i ricordi brutti richiedono di essere cerniti per trarne dei vantaggi futuri; altrimenti persino la nostra sofferenza passata sarebbe stata vana.
Il passato, è come il vestito di Arlecchino che aderisce stretto al nostro corpo con tutte le sue toppe colorate e cucito su misura e con i ritagli del tempo che fu.
E’ bella e gaia la figura d’Arlecchino; è quella sempre più amata e sentita da me. Le altre maschere le ho sempre viste, fredde e anonime… Arlecchino no. Sin da bambina lui è sempre stato il mio mito.
Ed’ecco una delle mie filastrocche preferite; un altro passo indietro.”
Da :Il vestito di Arlecchino-Gianni Rodari