FILASTROCCHE DI GIANNI RODARI

di | 18 de Giugno de 2013

E adesso a chi la diamo
questa luna bambina
che vola in un “amen”
dal Polo Nord alla Cina?
Se la diamo a un generale,
povera luna trottola,
la vorrà sparare
come una pallottola.
Se la diamo a un avaro
corre a metterla in banca:
non la vediamo più
né rossa né bianca.
Se la diamo a un calciatore,
la luna pallone,
vorrà una paga lunare:
ogni calcio un trilione.
Il meglio da fare
è di darla ai bambini,
che non si fanno pagare
a giocare coi palloncini:
se ci salgono a cavalcioni
chissà che festa;
se la luna va in fretta,
non gli gira la testa,
anzi la sproneranno
la bella luna a dondolo,
lanciando grida di gioia
dall’uno all’altro mondo.
Della luna ippogrifo
reggendo le briglie,
faranno il giro del cielo
a caccia di meraviglie.

GIANNI RODARI

***

Con te la luna è buona,

mia savia bambina:

se cammini, cammina

e se ti fermi tu

si ferma anche la luna lassù.

E’ un piccolo cane bianco

che tu tieni al guinzaglio,

è un docile palloncin

che tieni per il filo:

andando a dormire lo leghi al cuscino,

la luna tutta notte

sta appesa al tuo lettino.

GIANNI RODARI

***