Virgilio (Eneide)
Eurialo, viene circondato dai soldati e subito dopo ucciso da Volcente sotto gli occhi di Niso, impotente e disperato.
A quel punto, unico suo obiettivo è quello di vendicare l’uccisione dell’amico fraterno, e scagliandosi con furia contro Volcente, lo uccide morendo subito dopo.
“Eurialo cade riverso nella morte, scorre il sangue
per il bel corpo e, reclinando, il capo s’abbandona sulla spalla:
come un fiore purpureo che, reciso dall’aratro,
langue morendo, o come i papaveri che chinano il capo
sul collo stanco, quando la pioggia li opprime.
Ma poi Niso, trafitto, sull’amico esanime si getta
e nella placida morte trova alfine riposo.
Fortunati entrambi! Se qualche potere possiedono i miei versi, mai verrà giorno che alla memoria del tempo vi sottragga,
finchè i discendenti di Enea la rupe immobile del Campidoglio
domineranno e il padre dei Romani avrà impero sul mondo.”