Ricordi di quell’etá in cui avviene la trasformazione del corpo,giorni
in cui ti guardi allo specchio…e non ti piaci mai…
Controlli attentamente lo sviluppo dei tuoi seni, sperando che mamma
si decida a comprarti il primo reggiseno.
Ti metti in punta di piedi davanti allo speccho,ammiri le tue caviglie
sottili di gazzella,e pensi a come staresti bene con scarpe con un po’ di tacco,
invece delle solite da ginnastica.
E a scuola nell’intervallo, nei corridoi osservi le piú grandi,
camminare ancheggiando tra una nuvola di ammiratori,
e poi a casa chiusa nella tua stanzetta ,cerchi di imitarle.
O ti siedi e accavalli le gambe,come vedi fare a tua cugina,
o ti provi di nascosto il rossetto di mamma,
ti cotoni i capelli e li raccogli per sembrare piú grande
e ci metti una quantitá irragionevole di lacca,
ma prima che torni mamma, spazzoli via tutto.
Giorni in cui hai fretta di crescere quelli,non si é piú bambine,
ma non ancora donne…
Giorni tutti uguali fino al momento in cui ,nell’aula di disegno,
tua materia preferita entra l’uomo piu bello
che tu abbia mai visto… e lui di colpo ti fa dimenticare
i tuoi attori preferiti e tutte quelle foto ritagliate
e incollate sui tuoi diari.
Primo giorno,Aula di Disegno.
Lo osservo dalla mia posizione nascosta dalle spalle grandi
della mia amica Marta,lui mette a posto il registro
poi si presenta,si chiama Athos,viene dalla Sicilia ,
questo é il suo primo incarico,ecc ecc…mentre parla,
penso a quanto gli mancherá la sua bella isola,
quí per vedere il mare bisogna farsi un’ ora e mezza di macchina.
La matita che mi sfugge dalle mani attira il suo sguardo su di me,
mi vede: “Tu,pulcino dell’ultimo banco,prendi la tua cartella
e vieni a sederti nel primo banco.”
E da quel giorno per lui io ero “Pulcino ”
Ricordo quel giorno che disegnó per me una Medusa bellissima
mentre mi raccontava l’affascinante storia di Medusa.
C’è stato un tempo in cui Medusa era una bellissima fanciulla…
e Poseidone se ne innamoró,ma poi la dea Atena gelosa la trasformó
in quell’orribile mostro che tutti conosciamo.
Tenni quel suo disegno come una reliquia.
Furono molto belli quegli anni,mi appassionavo sempre piú
a quella materia,il disegno.
Con lui scoprivo che i colori non sono solo i sette dell’arcobaleno.
Nella tavolozza,vedevo le sue mani bellissime
far nascere sottili armonie di tono.Lui mi incoraggiava
a mescolarli i colori …a non accontentarmi
di quel ridotto assortimento,cosí creavo una gamma di tinte delicate e nuove
e si mischiavano i gialli ai blu,
e vedevo il verde ondeggiante delle risaie in primavera….
Il giallo e verde,mischiati diventavano color delle foglie degli alberi
che vedevo quando andavo con mio padre in riva al mio amato fiume PO ,
riflessi nell’ombra della lanca verde….
E rosso e blu assieme, magicamente diventano viola…
ma con nessun colore sarei riuscita a imitare il colore dei suoi occhi…
E chi non ha avuto una cottarella per un suo professore ,scagli la prima pietra,
si fá per dire naturalmente!
Ricordo con quanta precisione
ho dipinto quei due vasetti di coccio,alghe fluttuanti per ricordargli il mare ma poi quando li ho finiti,lui si presenta in aula con una bella donna e gliene fá dono,
facendomi provare un sentimento nuovo ,gelosia…
Dopo tanti anni,riemergono i ricordi di quei giorni di trasformazione
in cui la crisalide diventa farfalla ,quell’attimo che tutto muta…
ricordi ritrovati insieme ad una mia piccola poesía
scritta su un vecchio diario di quando ero ragazzina.
Lui , che ora é un Pittore famoso,
l’ho scoperto navigando in rete in Siti dove si parla di pittura,
l’altra mia passione assieme alla poesia.
Lui forse non saprá mai che” Pulcino “gli ha dedicato una poesia…
“DEDICATA ”
E aveva riso forte
gettando indietro il capo
scoprendo il bianco collo
E incroció lo sguardo
caldo e affascinato
del suo maestro
gli occhi verdiazzurri
de