CRISTINA CAMPO – 2

di | 4 de Ottobre de 2015

“Laggiù di primo ottobre
la marea delle foglie
all’angelica notte
già tratteneva il piede.

Non vedute cadevano
(là tutto era furtivo),
lento frusciava rune
al plenilunio un fico.

Sfilava dal tuo sogno
un micio le sue cabale,
veranda incomparabile,
dolce Capodimondo.

Solo la veemente
mia ora lacerava
sul cancello le rose …
E riversa una statua

forse mordeva – al turbine
di quel volo – l’autunno,
origliere di muschio…”

CRISTINA CAMPO