CHAGALL

di | 8 de Ottobre de 2012

“Mia soltanto è la patria della mia anima. Vi posso entrare senza passaporto e mi sento a casa; essa vede la mia tristezza e la mia solitudine ma non vi sono case: furono distrutte durante la mia infanzia, i loro inquilini volano ora nell’aria in cerca di una casa, vivono nella mia anima. Ci fu un tempo in cui avevo due teste, vi fu un tempo in cui questi volti erano bagnati dalla rugiada dell’amore e disciolti come profumo di rosa. Ora mi sembra che anche quando indietreggio avanzo verso un’ampia porta, oltre la porta ci sono ampie distese di pareti, rombi di tuoni smorzati e lampi spezzati riposano. Mia soltanto è la patria della mia anima.”

Marc Chagall

“Ci fu un tempo in cui avevo due teste, vi fu un tempo in cui questi volti erano bagnati dalla rugiada dell’amore e disciolti come profumo di rosa. Ora mi sembra che anche quando indietreggio avanzo verso un’ampia porta, oltre la porta ci sono ampie distese di pareti, rombi di tuoni smorzati e lampi spezzati riposano.”

Marc Chagall

Nato in una famiglia di cultura e religione ebraica, figlio di un mercante di aringhe, è il maggiore di nove fratelli. Dal 1906 al 1909 studia prima a Vitebsk, quindi all’accademia di Pietroburgo. Tra i suoi isegnanti c’è Léon Bakst, pittore e scenografo russo, studioso dell’arte francese (nel 1898 avrebbe fondato assieme all’impresario teatrale Diaghilev il gruppo d’avanguardia “Il mondo dell’arte”).
Questo è un periodo difficile per Chagall in quanto gli ebrei potevano vivere a Pietroburgo solo con un permesso apposito e solo per breve periodi. Nel 1909, nei suoi frequenti ritorni a casa, incontra Bella Rosenfeld, che diverrà in futuro sua moglie.

Nel 1910 Chagall si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese conosce le nuove correnti in auge. In modo particolare si approccia al Fauvismo e al Cubismo.

Inseritosi negli ambienti artistici d’avanguardia, frequenta numerose personalità che in Francia mantengono frizzante gli ambienti culturali: tra questi vi sono Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger. Marc Chagall espone le sue opere nel 1912 sia al Salon des Indépendants, che al Salon d’Automne. Delaunay lo presenta al mercante berlinese Herwarth Walden, che nel 1914 gli allestisce una personale presso la sua galleria “Der Sturm”.

L’avvicinarsi dell’inizio del conflitto mondiale fa rientrare Marc Chagall a Vitebsk. Nel 1916 nasce Ida, la sua primogenita. Nella sua città natale Chagall fonda l’Istituto d’Arte, di cui sarà direttore fino al 1920: suo successore sarà Kazimir Malevich. Chagall si trasferisce quindi a Mosca, dove crea le decorazioni per il teatro ebraico statale “Kamerny”.

Nel 1917 partecipa attivamente alla rivoluzione russa tanto che il ministro sovietico della cultura nomina Chagall Commissario dell’arte nelle regione di Vitebsk. Non avrà perà successo in politica.

Nel 1923 si trasferisce in Germania, a Berlino, per tornare infine a Parigi. In questo periodo pubblica le sue memorie in lingua Yiddish, scritte inizialmente in russo e poi tradotte in francese dalla moglie Bella; il pittore scriverà anche articoli e poesie pubblicati in diverse riviste e raccolti – postumi – in forma di libro. A Parigi riallaccia i contatti con il mondo culturale che aveva lasciato e conosce Ambroise Vollard, il quale gli commissiona l’illustrazione di vari libri. Passa poco tempo e nel 1924 ha luogo un’importante retrospettiva di Chagall presso la Galerie Barbazanges-Hodeberg.

In seguito l’artista bielorusso viaggia molto, in Europa ma anche in Palestina. Nel 1933 viene organizzata una grande retrospettiva in Svizzera, presso il Museo d?arte di Basilea. Mentre in Europa si assiste all’ascesa del nazismo al potere, tutte le opere di Marc Chagall in Germania vengono confiscate. Alcune di queste figurano nell’asta tenuta alla Galerie Fischer di Lucerna nel 1939.

Lo spettro della deportazione degli ebrei porta Chagall a decidere di rifugiarsi in America: il 2 settembre 1944 muore Bell