BUIA É LA NOTTE

di | 10 de Giugno de 2012

Buia è la notte -Gianluca Calvino

Quando uno scrittore si interroga sulla notte, le parole sgorgano da sé, quasi animate di vita propria.
E non sono mai parole banali. La notte non è affatto il tempo di chi dorme, di chi sogna o di chi ama. Notte, per chi scrive, è sinonimo di inquietudine, di vita ingorda che ti divora l’anima, di tenebra che ti entra dentro e sa toccare le corde più oscure del tuo essere.
La notte non è amore, no. La notte è sesso, ma non il sesso gioioso e giocoso di due ragazzi innamorati.
È il sesso torbido di chi vive di malavita, il sesso osceno e terribile dell’incesto, il sesso abusato di chi non sa amare, ma solo picchiare, stuprare, ammazzare.
La notte è buia, appunto.
Ma il buio non è solo quello delle ombre che calano dopo il crepuscolo, non quello che segue il rito più antico, quello della luna che, come ogni notte, ricaccia il sole nella sua tana.
È il buio dentro. È il pensiero senza sosta di chi non sa trovar pace, di chi vive nel rimorso per un crimine commesso o nella speranza di sfuggire a un destino già segnato.
È desiderio represso, rabbia che non sa sfogarsi, delirio visionario di chi ha ormai bruciato la propria esistenza, disperato bisogno di parlare con qualcuno che ti ascolti.
Non è puro esercizio di stile, questa silloge di racconti sulla notte, ma un percorso intimistico nelle profondità dell’io, un vero e proprio viaggio al termine di una notte che sembra non terminare mai, un dedalo emozionale fatto di sensazioni estreme e di vite vissute, fino in fondo.

FONTE:INTERNET