De philosophiae consolatione è un’opera in cinque libri,
mista di versi e prosa ,
tra i libri comprati ma non ancora letti,che prima o poi
devo assolutamente leggere!
Boezio rinchiuso in un carcere nei pressi di Pavia,
con l’accusa di praticare arti magiche,
scrisse De philosophiae consolatione
mentre attendeva l’esecuzione capitale .
“Il De philosophiae consolatione (in italiano “La consolazione della filosofia”) è un’opera dello scrittore latino Severino Boezio.
Il suo periodo di composizione, che s’aggira attorno al 523 d.C., vede Boezio rinchiuso in un carcere nei pressi di Pavia, dove attende l’esecuzione capitale che subirà nel 525.
L’opera si articola in cinque libri ognuno dei quali tratta un tema di ordine filosofico. L’autore immagina, secondo un topos letterario molto diffuso nel medioevo e nell’antichità classica, di essere consolato dalla Filosofia, impersonata da una donna.
Guidato dalla sua Maestra, Boezio si interroga sull’esistenza del male e sulla sua natura, sulla fortuna, sulla felicità e sul libero arbitrio.
Nell’opera ritorna il tema della sofferenza del giusto, il giusto che paga, mentre il peccatore trionfa. Boezio paragona la sua fine a quella dei filosofi suoi predecessori, ad Anassagora cacciato da Atene, a Socrate e Seneca uccisi, a Zenone che sembra essere morto sotto un tiranno. A questa ingiustizia terrena contrappone la Filosofia, che è una consolazione provvidenziale, una donna venerabile che caccia le sgualdrinelle di teatro, Muse frivole perché creano soltanto l’ambizione e non la verità. La filosofia è perciò l’unica Dea degna di essere amata.”
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