“Nel mondo delle pecore ormai si narrava, oralmente e per iscritto, l’avventura della pecorella Aska che aveva incantato e giocato il terribile lupo. Ma Aska non parlò mai direttamente del suo incontro con la fiera né della sua danza del bosco. Nessuno ama parlare delle cose più grandi e difficili della vita”
” Tratto da:”Aska e il lupo”
Una fiaba serbo-croata Ivo Andrić
Ivo Andrić
(Travnik, 9 ottobre 1892 – Belgrado, 13 marzo 1975)
è stato uno scrittore e diplomatico serbo.
BIOGRAFIA -UNA PARTE DELLA SUA VITA-
“Durante l’occupazione della Polonia Andrić si prodigò per impedire l’imprigionamento di molti intellettuali polacchi, spesso inascoltato o ostacolato dal suo stesso governo. Nel 1941 si dimise; le dimissioni furono accettate con ritardo e quindi presenziò alla firma del patto tripartito a Vienna. Il giorno successivo ai bombardamenti di Belgrado (7 aprile 1941) Andrić lasciò Berlino e tornò a Belgrado, allora occupata dai nazisti.
Nel novembre 1941 si ritirò dalla carriera diplomatica e rifiutò la pensione. Visse in un appartamento in affitto, rifiutando di firmare l’appello di condanna della resistenza alle forze di occupazione. Rifiutò anche la pubblicazione di sue opere “mentre c’è gente che soffre e muore”. In quel periodo scrisse Travnička hronika (La cronaca di Travnik. Il tempo dei consoli) e alla fine del 1944 completò Na Drini ćuprija (Il ponte sulla Drina), ambedue riguardanti la Storia della Bosnia. Entrambi furono pubblicati diversi mesi dopo la fine della guerra.
Nel dopoguerra divenne presidente dell’Associazione degli scrittori jugoslavi e vice presidente della società per la cooperazione culturale con l’Unione Sovietica. Negli anni successivi tenne un’intensa attività di conferenziere, fece numerosi viaggi e continuò a pubblicare racconti brevi.
Nel 1958 sposò Milica Babić,famosa artista serba, che conosceva e frequentava da anni.
Nel 1961 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “for the epic force with which he has traced themes and depicted human destinies drawn from the history of his country” (“per la forza epica con cui ha tracciato e rappresentato i destini umani concernenti la storia del suo paese”). In seguito le sue opere vennero tradotte in moltissime lingue. Nel 1964 diviene professore Honoris causa dell’Università di Cracovia. Nel 1967 è nominato membro onorario dell’accademia delle scienze serba.
Nel marzo 1968 morì sua moglie. Negli anni successivi Andrić ridusse molto l’attività e la sua salute in continuo deterioramento lo costrinse a lunghe permanenze in diversi ospedali. Morì il 13 marzo 1975 a Belgrado all’età di 82 anni.”
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