“J’ai tendu des cordes de clocher à clocher; des guirlandes
de fenêtre à fenêtre; des chaines d’or d’étoile à étoile, et je danse.”
Ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande
da finestra a finestra; catene d’oro da stella a stella, e danzo.
Arthur Rimbaud
O maintenant, nous si digne de ces tortures! rassemblons fervemment cette promesse surhumaine faite à notre corps et à notre âme créés: cette promesse, cette démence! L’élégance, la science, la violence! On nous a promis d’enterrer dans l’ombre l’arbre du bien et du mal, de déporter des honnêtetés tyranniques, afin que nous amenions notre très pur amour. Cela commença par quelques dégoûts et cela finit, – ne pouvant nous saisir sur-le-champ de cette éternité, – cela finit par une débande de parfums.
Rire des enfants, discrétion des esclaves, austérité des vierges, horreur des figures et des objets d’ici, sacrés soyez-vous par le souvenir de cette veille. Cela commençait par toute la rustrerie, voici que cela finit par des anges de flamme et de glace.…
TRADUZIONE:
… Oh, adesso, noi così degni di queste torture! raduniamo fervidamente questa sovrumana promessa fatta al nostro corpo e alla nostra anima creati: questa promessa, questa demenza! L’eleganza, la scienza, la violenza! Ci hanno promesso di seppellire nell’ombra l’albero del bene e del male, di deportare le onestà tiranniche, affinché rechiamo il nostro purissimo amore. Cominciò con qualche nausea e finì, – non potendo subito impossessarci di quell’eternità, – finì con un’ondata di profumi.
Riso dei fanciulli, discrezione degli schiavi, austerità delle vergini, orrore dei volti e degli oggetti di qui, siate santificati dal ricordo di questa veglia. Era cominciata molto rozzamente, ecco che finisce con angeli di fiamma e di ghiaccio.…
A. Rimbaud – Illuminations –
da Matinées d’ivresse
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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera
J. N. Arthur Rimbaud
1ª ed. originale 1886
Le illuminazioni (Illuminations) sono una raccolta di poemi in prosa di Arthur Rimbaud.
L’opera ha esercitato una grande influenza su tutta la poesia successiva e colloca il suo autore tra i precursori immediati del surrealismo.
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« Io dico che bisogna essere veggente,
farsi veggente (voyant).
Il poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato sregolamento dei sensi (dérèglement de tous les sens). Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di pazzia: cerca egli stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non conservarne che la quintessenza. Ineffabile tortura nella quale ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale diventa fra tutti il grande infermo, il grande criminale, il grande maledetto – e il sommo Sapiente – Egli giunge infatti all’Ignoto (l’inconnu)! Poiché ha coltivato la sua anima, già ricca, più di qualsiasi altro! Egli giunge all’ignoto, e quand’anche, sbigottito, finisse col perdere l’intelligenza delle proprie visioni, le avrebbe pur viste! »
(dalla Lettera del Veggente 15 maggio 1871
di Arthur Rimbaud )