“Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora
Se un altro ti donasse una nuvola
Io ti darei la pioggia
Se ti desse un lume
Io ti donerei la luna
Se ti donasse un ramo germogliato
Io tutti gli alberi
E se un altro di donasse una nave
Io ti darei l’intero viaggio”
— Nizar Qabbani
CONFRONTO D’AMORE
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“Mi sento una statuina di ceramica, una cosa messa su uno scaffale e dimenticata,
oggetto inutile che non trovi il coraggio di buttare.
Ricoperta di sottili impercettibili grani di polvere non riesco a respirare,
sogno la favola del soldatino di piombo.
Vorrei anche io per una notte imparare a camminare,
cadere e frantumarmi in mille impercettibili grani di polvere.”
Cecilia Stein
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“Dammi ogni sera una piccola riga di poesia, mio Dio,
e se non mi sarà possibile annotarla perchè non avrò più nè luce nè carta,
allora la mormorerò piano, la sera, al tuo vasto cielo”
Etty Hillesum – Diario 1941-1943
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E Dio mi fece donna, con capelli lunghi, occhi, naso e bocca di donna.
Con curve e pieghe e dolci avvallamenti e mi ha scavato dentro, mi ha reso fabbrica di esseri umani.
Ha intessuto delicatamente i miei nervi e bilanciato con cura il numero dei miei ormoni.
Ha composto il mio sangue e lo inniettato in me perche’ irrigasse il mio corpo.
Nacquero così le idee, i sogni, l’istinto.
Tutto quel che ha creato soavemente a colpi di mantice e di trapano d’amore,
le mille e una cosa che mi fanno donna ogni giorno,
per cui mi alzo orgogliosa tutte le mattine e benedico il mio sesso.
G.Belli
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La mujer que yo quiero
La mujer que yo quiero no necesita
bañarse cada noche en agua bendita.
tiene muchos defectos, dice mi madre,
y demasiados huesos, dice mi padre.
pero ella es mas verdad que el pan y la tierra.
mi amor es un amor de antes de la guerra
para saberlo,
la mujer que yo quiero, no necesita
deshojar cada noche una margarita.
La mujer que yo quiero, es fruta jugosa
prendida en mi alma como si cualquier cosa.
con ella quieren dármela mis amigos
y se amargan la vida mis enemigos…
Porque sin querer tú, te envuelve su arrullo
y contra su calor, se pierde el orgullo
y la vergüenza…
la mujer que yo quiero, es fruta jugosa
madurando felíz, dulce y vanidosa.
La mujer que yo quiero, me ató a su yunta
para sembrar la tierra de punta a punta
de un amor que nos habla con voz de sabio
y tiene de mujer la piel y los labios.
Son todos suyos mis compañeros de antes…
mi perro, mi scalextric y mis amantes
pobre juanito…
la mujer que yo quiero, me ató a su yunta;
pero, por favor, no se lo digas nunca.
Joan Manuel Serrat
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