“Una volta un’ammalata mi appioppò un sonoro ceffone. Il mio primo istinto fu quello di renderglielo, ma poi presi quella vecchia mano e la baciai. La vecchia si mise a piangere. “Tu sei mia figlia”, mi disse, e allora capii cosa avesse significato quel gesto di violenza. Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini…”